Venerdì 12 Aprile 2024

Il Cremlino pianifica la vendetta. "Troveremo e cattureremo i terroristi. E se Kiev è coinvolta uccideremo i leader"

Medvedev annuncia reazioni. I vertici russi: se Washington aveva notizie sull’allarme ci dica tutto quello che sa

Roma, 22 marzo 2024 – “È guerra”, aveva ammesso per la prima volta in due anni il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ieri mattina, parlando dell’ex operazione speciale. Non immaginava che la guerra, un azione terroristica crudele contro civili russi, gli sarebbe arrivata in casa, a Mosca, poche ore dopo, facendo una strage. Il terrore di tutti era un coinvolgimento diretto o indiretto di Kiev.

Attacco terroristico a Mosca
Attacco terroristico a Mosca

Quando la notizia è arrivata, il timore delle cancellerie occidentali era che Putin, alla luce dell’attacco al teatro, desse la colpa a Kiev e giustificasse raid ancora più duri contro l’Ucraina e soprattutto potesse varare la mobilitazione totale in Russia. Ma la rivendicazione dell’Isis e la notizia fatta filtrare dagli americani che "gli Stati Uniti avevano avvertito la Russia del rischio di attacchi da parte dell’Isis-K, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante" sembra scongiurare questo scenario.

Il falco Dmitry Medvedev, capo del Consiglio di sicurezza russo ed ex presidente della federazione, è stato da subito, al solito, durissimo. "Se è accertato che si tratta di terroristi del regime di Kiev – ha detto sul suo canale Telegram – è impossibile trattare diversamente loro e i loro ispiratori ideologici. Tutti loro devono essere trovati e distrutti senza pietà come terroristi. Compresi i funzionari statali che hanno commesso una simile atrocità. Uccideremo i leader ucraini se coinvolti. Morte per morte". Due settimane fa l’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca aveva avvertito i connazionali del rischio attentati in luoghi affollati della capitale russa e adesso le autorità russe comprendono che purtroppo l’allarme era fondato e ora Mosca chiede di sapere di più. "Se gli Stati Uniti hanno o avevano dati attendibili su questo argomento, allora devono essere immediatamente trasferiti alla parte russa" ha detto ieri sera la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, sul suo canale Telegram.

Kiev da subito si è chiamata fuori. "Mettiamo le cose in chiaro – ha detto Mikhail Poldolyak, il consigliere capo del presidente Zelensky –, l’Ucraina non ha assolutamente nulla a che fare con questo evento. In primo luogo perché abbiamo una guerra su vasta scala con la Federazione russa. E poi perché l’Ucraina non ha mai utilizzato metodi terroristici". Anche la Legione Russa della Libertà, un gruppo di combattenti russi anti Cremlino con sede in Ucraina, ha negato qualsiasi coinvolgimento. E gli 007 ucraini vanno oltre. "Si tratta di una provocazione deliberata da parte dei servizi speciali di Putin, – ha affermato il portavoce dell’intelligence militare ucraina Andriy Yusov –. Putin ha iniziato la sua carriera con queste operazioni e vuole finirla con gli stessi crimini contro i suoi stessi cittadini".

Nella notte di giovedì gran parte dell’Ucraina è stata investita da una pioggia di fuoco: 90 missili e 60 droni kamikaze diretti su decine di impianti energetici come risposta agli attacchi ucraini a Belgorod e alle raffinerie, adesso teme l’ira di Putin. Per questo anche le agenzie di intelligence occidentali stanno attivando tutte le risorse per cercare di trovare conferme alla matrice dell’attacco, sperando, come pare, che non abbiano nulla a che fare con Kiev ma siano un ennesimo capitolo della lunga scia di sangue creata dal terrorismo islamico in Russia.