Sabato 15 Giugno 2024
ALESSANDRO D’AMATO
Elezioni

Elezioni europee 2024, Brando Benifei (Pd): "Convinceremo i delusi a recarsi alle urne"

Il capodelegazione dem sottolinea l'importanza di contrastare l'astensione e ribadisce la necessità di difendere i diritti sociali e lavorare per una fiscalità comune in Europa

Roma, 4 giugno 2024 – "Abbiamo trovato un’elevata propensione all’astensione. È quindi importante convincere le persone ad andare a votare. Ma nei confronti del Pd ho trovato una disposizione positiva, un clima migliore rispetto alle politiche e forse anche un inizio di delusione per un governo che non ha fatto nulla di utile". Brando Benifei, eurodeputato dal 2014 e capodelegazione dem dal 2019 è impegnato in campagna elettorale nel Nord-Ovest.

Brando Benifei, 38 anni, è capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo
Brando Benifei, 38 anni, è capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo

In questa tornata si misurerà per la prima volta in un voto nazionale la nuova segretaria del Pd Elly Schlein: a quale risultato puntate?

"Io credo ci sia la possibilità di avere un risultato molto buono per il Pd, anche nell’ottica della costruzione dell’alternativa a questo governo. Dobbiamo lavorare affinché gli elettori delusi dal governo e dalla politica ci diano sostegno. Noi vogliamo tutelare i diritti sociali con il salario minimo, vogliamo gli investimenti in sanità con la legge Schlein, nella scuola e nei servizi per le persone. Perché l’Europa è anche un modello sociale che vogliamo preservare".

Su quali nuove basi si potrebbe proporre una nuova alleanza tra Ppe e Pse?

"Oggi questa prospettiva mi sembra lontana perché una parte consistente dei popolari appare schiacciata dal nazionalismo estremista. Anche Forza Italia è asservita a Meloni e Salvini. Dovranno decidere se stare dalla parte dei cittadini o dei sovranisti che aspettano ordini da Putin o Trump".

Il centrodestra e il Pd si sono astenuti nel voto sul Patto di Stabilità a Strasburgo. Si aprirà una nuova stagione di scontro sull’austerity tra la politica italiana e quella europea?

"Ci siamo astenuti perché la proposta originaria di Gentiloni era un compromesso efficace, ma il lavoro negativo svolto in Consiglio dal governo Meloni ha portato un peggioramento, visto che adesso mancano gli impegni per investimenti, sviluppo e ambiente. Ora dobbiamo lavorare per una fiscalità comune coordinata in Europa. Lo spazio c’è. Bisogna fare politica".