La bandiera di Cuba e quella Usa a L'Avana (Ansa)
La bandiera di Cuba e quella Usa a L'Avana (Ansa)

L'Avana, 9 novembre 2016 - Il governo dell'Avana non ha ancora commentato l'elezione di Donald Trump, ma si è affrettata ad annunciare le prossime esercitazioni militari per far fronte a un'eventuale invasione.

L'annuncio aveva l'attenzione di non far alcun riferimento diretto al cambio di governo negli Stati Uniti, che potrebbe compromettere il disgelo fra i due paesi: ma sarà una settimana di esercitazioni militari in tutta l'isola per affrontare "diverse possibili azioni del nemico".

Le "esercitazioni di difesa" sono previste dal 16 al 18 novembre ed "hanno per obiettivo l'addestramento" di truppe e cittadini ", ha precisato il quotidiano Granma, organo ufficiale del Partito comunista cubano.  

Le manovre militari avranno luogo su tutto il territorio cubano, ad eccezione della provincia orientale di Guantanamo, dov'è situata la celebre base navale americana.  

Anche se è la settima volta che il regime castrista lancia questo tipo di esercitazioni, sempre in concomitanza con momenti di tensione con gli Usa, la prima fu nel 1980, dopo l'elezione di Ronald Reagan, la campargna elettorale di Trump non lascia tranquillo Raul Castro.  

Infatti il neoeletto presidente degli Stati Uniti non ha mai nascosto le sue riserve circa la politica di avvicinamento con l'isola caraibica compiuta dal suo predecessore, dicendo più volte che Barack Obama non ha ottenuto nulla in cambio delle concessioni della Casa bianca al governo cubano. In più il tycoon, che entrerà ufficialmente in carica a gennaio, si è mostrato reticente riguardo alla revoca dell'embargo imposto a Cuba dal 1962. 

E proprio l'embargo rischia di rimanere, infatti quando il 20 gennaio 2017 Trump si insedierà alla Casa Bianca il blocco sarà ancora in vigore, nonostante il disgelo. Resta da vedere cosa farà il neopresidente che potrebbe avere alzato il tiro in campagna elettorale, ma è un uomo d'affari che ha sempre privilegiato il business, vedi il caso della sua società Trump Hotel & Casino Resort che violò l'embargo nel 1998.