27 gen 2022

Presidente della Repubblica, torna il nome di Casellati. Salvini prova a stringere

Ma il Pd: "Così salta tutto". Nuova mattinata di incontri anche a sinistra

Roma, 27 gennaio 2022 - Elezioni presidente della Repubblica, il leader della Lega Matteo Salvini quando ormai manca poco alla fine di una giornata convulsa prova a mettere un punto fermo, dopo il vertice del centrodestra alla Camera: “E’ andata bene, io lavorerò anche stanotte come è giusto e doveroso che sia. Domani il centrodestra voterà, mi hanno dato mandato di chiamare tutti, di esplorare i profili di alto livello che possono raccogliere condivisione da altre parti. Conto che domani ci possano essere passaggi risolutivi e definitivi”. “È mio dovere non mettere veti e parlare con tutti - aggiunge -. Ci sono ‘x’ ipotesi, ho una notte per lavorarci, non vogliamo mettere bandierine”.  Ma quali sono dunque i papabili? Il presidente della Liguria Giovanni Toti si spinge avanti: "“Domani ci sarà un nuovo vertice del centrodestra, Casellati è uno dei nomi. Qualcuno domani glielo dirà”. Diretto: "Potrebbe essere un nome spendibile ed è il nome più prestigioso. Salvini parlerà con la presidentessa Casellati”. 

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Il comunicato ufficiale diramato pochi minuti prima recitava: "Il vertice del centrodestra riunitosi questa sera ha deciso che nella votazione di domani mattina indicherà uno dei nomi di alto livello proposto nei giorni scorsi, dando mandato a Matteo Salvini - previa ogni opportuna interlocuzione - di definirlo entro il nuovo vertice delle ore 9 di domani”. Tornerebbe in campo anche Carlo Nordio, uno dei tre nomi che erano stati proposti in conferenza stampa  assieme a Marcello Pera e Letizia Moratti. Va in questa direzione l'analisi di Vittorio Sgarbi: "Nella riunione siamo tornati alla terna e poi si è valutato una specie di ballottaggio tra Casellati e Nordio, credo non ci siano altri nomi. Nordio era nella terna ma si sapeva che la terna poteva coprire la Casellati perché figura istituzionale". Quindi l'appello finale ai grillini: "La mia idea è che se sono furbi, quelli dei 5 Stelle, che hanno votato prima Maddalena e oggi Di Matteo, non volendo Draghi, potrebbero votare Casellati e potrebbero determinare, loro, l’elezione". 

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La reazione del centrosinistra

La reazione dei dem non si fa attendere. Il vice segretario del Pd Giuseppe Provenzano boccia senza appello l'ipotesi della presidente del Senato, che aveva creato tensioni anche nei giorni scorsi. E  lo fa rilanciando un tweet del segretario Enrico Letta, aggiungendo, “meglio ribadire”. “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all'opposizione, contro i propri alleati di governo - aveva scritto Letta - sarebbe un'operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto”. Alle 8.30 di venerdì 28 gennaio è previsto un vertice a tre, Letta-Conte-Speranza.  Ma già in nottata prevista una riunione online.

 

La rosa del centrodestra

Nel pomeriggio c'era chi scommetteva: il nome che il Capitano porterà al vertice di centrodestra sarà quello del costituzionalista Sabino Cassese. "Sarebbe un colpo di genio di Salvini", era stata la benedizione di Vittorio Sgarbi. Mentre più tardi i rumors di palazzo avevano rimesso in circolo Franco Frattini, ex ministro di Berlusconi. Nessun commento dalla Lega. Aveva parlato invece il Pd. "Abbiamo già abbondantemente espresso le nostre perplessità”, era stata la dichiarazione delle capigruppo  Debora Serracchiani e Simona Malpezzi lasciando gli uffici del partito alla Camera.  In sottofondo, il riferimento al  'profilo atlantista' invocato nei giorni cruciali della crisi Ucraina, che aveva fatto storcere il naso su Frattini.

Di più, il segretario Pd Enrico Letta aveva fatto trapelare tutta la sua irritazione. "Ma basta provocazioni. Il Pd è un partito serio che non si presta a improvvisazioni raffazzonate, tanto più dopo giornate di giravolte e mancanza di chiarezza", era stata la dura reazione del Nazareno.  Mentre a confondere ancora di più le acque ci aveva pensato la senatrice di Forza Italia  Licia Ronzulli: "Ipotesi Frattini? Non ci risulta"

Nella rosa salviniana rientrerebbe anche l'ambasciatore Giampiero Massolo, ex direttore del Dis. Quei servizi segreti oggi diretti da Elisabetta Belloni, altro nome che pareva aver conquistato consensi. 

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In serata il segretario della Lega aveva riunito i dirigenti del partito alla Camera e prima aveva avuto un incontro informale con la leader di FdI, Giorgia Meloni.

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L'analisi

Per Maurizio Lupi "il lavoro che fa Salvini non è solo una sua iniziativa personale. Oggi ci siamo astenuti perché fosse possibile un confronto con il centrosinistra ma non si può continuare a tergiversare, i nomi sono sul tavolo. Il centrodestra ha la maggioranza relativa ma non può eleggere da solo il presidente della Repubblica, non era così scontato. Sono 441 gli astenuti, quindi non ci possono essere vincitori né vinti, dobbiamo fare cadere la scelta su chi può ottenere il maggior numero di elettori e rappresentare tutti. I candidati sono quelli che sono, non se ne devono inventare altri”. Quanto alla ipotesi Belloni, il presidente di 'Noi con l’Italia' osserva: “Attenti a non bruciare nomi, Belloni è una persona preziosa, un alto funzionario dello Stato, attenti a buttare nell’arena un nome e poi bruciarlo”. Su Mattarella Lupi ricorda che “il presidente ha detto che non è disponibile non per testardaggine, e poi non si può dire che deve durare un anno, se lo eleggi lo fai per sette anni. Quindi si torna a Draghi e Casini, oppure un terzo nome che può venire è quello della società civile, Cassese è talmente trasversale e di autorevolezza....”. In ogni caso, secondo il centrista, “domani un nome sulla scheda lo mettiamo perché basta schede bianche”.

La telefonata Draghi-Berlusconi

Nel pomeriggio, il premier Mario Draghi aveva telefonato a Silvio Berlusconi e FI aveva diffuso la notizia con un comunicato ufficiale, come a sottolinearne il senso politico. Naturalmente è stata una chiamata di cortesia, visto che il Cavaliere è ricoverato da giorni al San Raffaele. “Non ero presente. Ho letto che gli ha fatto gli auguri di buona salute: mi sembra un gesto molto bello. Penso che oltre non siano andati”, la lettura di  Salvini. E sempre nel pomeriggio il coordinatore azzurro Antonio Tajani aveva visto il premier. Ma la linea di FI non cambia, era stata la sintesi trapelata:  bene che Draghi resti a palazzo Chigi.

 

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