Premessa: questo articolo non ha alcun contenuto né alcuna valutazione di tipo politico. Seconda premessa: non sono un elettore della Lega e non ho mai conosciuto, neppure per interposta persona, Luca Morisi, il creatore della “Bestia” (la macchina social di consensi pro Salvini) ora finito nei guai per un’inchiesta per cessione di stupefacenti. Terza premessa: non ho, non ho mai avuto alcuna indulgenza sul tema della droga, e credo che anche chi la consuma (non solo chi la spaccia) commetta un errore, danneggiando se stesso e le persone che gli stanno vicine. Droghe cosiddette “leggere” comprese.

Tutto ciò premesso conservo un’istintiva, insuperabile compassione (etimologia: patire con) verso chiunque cada, chiunque perda, chiunque faccia i conti con il proprio limite. E le parole che ieri Luca Morisi ha reso pubbliche dopo la notizia dell’indagine nei suoi confronti mi hanno profondamente colpito. Morisi nega di avere commesso reati (cioè di avere spacciato) ma non si assolve. Scrive infatti: "Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori". In quel “ma” c’è già una grossa novità rispetto a quel che sentiamo dire solitamente da un indagato. Di solito, infatti, il “ma” viene utilizzato per giustificarsi ("Ho sbagliato ma…"). Morisi invece utilizza il “ma” per dire che, anche se non ha commesso reati (e su questo decideranno i giudici) è comunque responsabile di "una grave caduta umana". E poi ancora l’ammissione di "fragilità esistenziali irrisolte".

Sono parole che inducono a non infierire, e a fare il tifo perché Luca Morisi possa rialzarsi. Ma sono anche parole che dovrebbero far riflettere tutti sul rischio del moralismo e sul dovere di non attaccare mai, sul piano personale, i rivali. Tutti, compresa la Bestia di Luca Morisi, che spesso sui rivali ha infierito, come ha ricordato ieri Matteo Renzi, che ha detto di non voler ricambiare con la stessa moneta. E siccome la Lega è stata durissima non solo sulla droga ma anche sui consumatori, la ministra Fabiana Dadone ha fatto bene ieri a ricordare l’ammonimento evangelico: "Scagli la prima pietra chi è senza peccato". Ciascuno di noi è un Luca Morisi: non importa se sulla droga o su altre debolezze. Chi crede di chiamarsi fuori è peggiore di qualsiasi debolezza.