Non c’è niente di male in quello che sta accadendo oggi nel Movimento Cinque Stelle. Ci sono diverse opinioni su come deve essere il movimento e pure fisiologiche lotte intestine per il potere. Gli antemarcia come Di Battista rivendicano la purezza originaria e chiedono spazio, anzi leadership; Conte, da presunto re travicello qual era due anni fa, ha consolidato il proprio ruolo e non ha alcuna intenzione di fare passi indietro. Di Maio vorrebbe recuperare il potere perduto. Grillo, il fondatore, dice la sua e litiga con l’ex pupillo Di Battista. In tutto questo non c’è niente di male: c’è solo molto di umano.

C’era invece molto, moltissimo di male in quello che accadeva ieri e ieri l’altro, nel Movimento Cinque Stelle. E cioè in quel che accadeva ai tempi belli delle anime belle, quando si facevano i ’Vaffa day’ e ci si diceva diversi, perché noi siamo gli onesti e gli altri sono tutti ladri e fanno tutti schifo, e poi, che diamine, niente rivalità e carrierismi fra noi, perché nel movimento uno vale uno. C’era, c’è stato e c’è ancora molto, moltissimo di male in quella rabbiosa ascesa, in quel moralismo falso come tutti i moralismi, in quel soffiare sul fuoco di sofferenze vere promettendo cambiamenti che non ci sarebbero stati; c’era c’è stato e c’è ancora molto, moltissimo di male in quella stagione di odio e di rancore che ha avvelenato il Paese, che ha instillato il germe della sfiducia in un popolo.

I grillini hanno denunciato malefatte reali e hanno criticato una politica che davvero aveva gravissime colpe: ma hanno nella sostanza mentito, perché hanno fatto credere che tutto il Paese fosse marcio, che tutta la sua classe dirigente fosse corrotta, e invece no, non era così. Soprattutto hanno fatto credere che possano esistere esseri umani (loro) esentati da Iddio dal peccato originale, e quindi da errori, debolezze, meschinità, piccole e grandi disonestà.

Ho evitato, volutamente, di parlare del documento pubblicato da un giornale spagnolo, secondo il quale il M5S ha preso soldi sporchi dalla dittatura venezuelana. Ho evitato di parlarne perché può darsi benissimo che quel documento sia una patacca; in ogni caso, prima di giudicare occorrono prove certe. Ma non evito di dire che loro non sarebbero stati altrettanto garantisti, perché sulla cultura del sospetto hanno costruito tanto della propria fortuna. Ora sono loro il Potere, e tocca a loro difendersi.