Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro (Ansa)
Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro (Ansa)

Madrid, 15 giugno 2020 - Nel 2010 il governo venezuelano guidato da Hugo Chavez - sostiene il quotidiano spagnolo conservatore Abc - avrebbe finanziato il Movimento 5 Stelle con tre milioni e mezzo di euro. Si tratta di un servizio in esclusiva che apre l'edizione on-line. Secondo documenti classificati dell'intelligence del Paese caraibico (allora guidata da Hugo Carvajal) a cui il quotidiano spagnolo sostiene di aver avuto accesso, il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, all'epoca ministro degli Esteri, diede l'autorizzazione a inviare una valigia contenente 3,5 milioni di euro al consolato venezuelano di Milano destinati al movimento. Il console della legazione diplomatica venezuelana a Milano, Gian Carlo di Martino, - sempre secondo la ricostruzione del giornale - avrebbe fatto da intermediario affinché il destinatario finale, Gianroberto Casaleggio, ricevesse il denaro in contanti. Il documento indica Casaleggio come "promotore di un movimento rivoluzionario e anticapitalista di sinistra nella Repubblica italiana".

M5S e Venezuela, il tweet di Abc

Il 'giallo' della valigetta

La presuneta valigetta creò anche un problema interno alla diplomazia venezuelana - rivela il giornale - perché era stata trovata dall'addetto militare che ne aveva informato Carvajal. Questi lo avrebbe tranquillizzato con un dispaccio in cui affermava: "Sono state impartite istruzioni verbali al nostro funzionario in Italia per non continuare a riferire sulla questione, che potrebbe diventare un problema diplomatico" tra Italia e Venezuela.

Cosa c'entra Maduro

Carvajal è latitante dal novembre scorso dopo l'approvazione della sua estradizione negli Stati Uniti, dove è accusato di narcotraffico e vendita di armi ai guerriglieri delle Farc colombiane. La Spagna, dove si era rifugiato - rimarca il quotidiano -, non era riuscita a impedire la sua fuga. La somma destinata al Movimento 5 Stelle sarebbe stata attinta da fondi riservati amministrati dall'allora ministro dell'Interno (oggi al dicastero dell'Economia), Tareck el Aissami, che era, ed è, considerato uomo di fiducia di Nicolas Maduro. Aissami - ricorda il quotidiano - è stato oggetto di sanzioni da parte delle autorità statunitensi per reati legati al narcotraffico e al riciclaggio di denaro. Le stesse autorità che pochi mesi dopo adottarono sanzioni economiche contro Maduro accusandolo, subito dopo le elezioni che gli Usa considerano illegittime, "un dittatore che ignora la volontà del popolo".

Abc afferma di avere contattato i diretti interessati alla vicenda, compresi l'attuale leader dell'M5S, Vito Crimi, il suo ex capo politico, Luigi Di Maio, il console venezuelano a Milano, Gian Carlo di Martino e lo stesso Grillo, ma che "nessuno di loro ha risposto alle domande".

Davide Casaleggio

La prima reazione dal Movimento arriva da Davide Casaleggio: "Tutto totalmente falso. E' una fake news uscita più volte, l'ultima nel 2016. Dalle smentite ora passeremo alle querele", dice all'Adnkronos. "Il Movimento 5 Stelle non ha mai ricevuto finanziamenti occulti. Il governo attuale venezuelano ha smentito la fake news. Mio padre non è mai andato in Venezuela", scrive in un post pubblicato sul Blog delle stelle. "Il Movimento 5 Stelle - aggiunge - non ha mai ricevuto finanziamenti pubblici. Il Movimento riesce a sostenersi in modo così snello perché ha una nuova impostazione completamente digitale. Chiunque sia interessato ai dettagli dei costi li può trovare in una presentazione di 60 slide illustrata pubblicamente in un evento aperto a tutti con 3mila partecipanti la settimana scorsa". Casaleggio ha poi sottolineato: "Non permetterò che si infanghi il nome di mio padre".

Vito Crimi

A lui si accoda Vito Crimi. "Quella dei presunti finanziamenti del Venezuela al Moviemento 5 Stelle è una fake news semplicemente ridicola e fantasiosa - dice  in una nota il capo politico dei Cinque Stelle -. Sulla questione non c'è altro dire, se non che del lontano 2010 ricordo quando ero candidato presidente alle regionali in Lombardia. Anche allora, così come negli anni a seguire, quella che realizziammo fu una campagna elettorale fatta con pochissime risorse e mezzi, frutto di micro donazioni dei cittadini italiani. Per il resto, valuteremo se adire alle vie legali. Certamente non ci lasciamo distrarre da certe sparate o intimidire". 

Il Venezuela

Intanto "il governo del Venezuela sta valutando azioni legali in Italia e in Spagna relative alla diffusione della notizia falsa sul finanziamento ai 5 Stelle". Lo riferisce all'Agi l'avvocato Luigi Giuliano, uno dei legali in Europa del governo venezuelano. E arriva anchela reazione dell'ambasciata venezuelana per la quale si tratta di "un documento falso, ci sono tanti punti incongruenti in una nota che è falsa e contraffatta". Lo dice all'Adnkronos una fonte diplomatica dell'ambasciata. "E' una notizia già uscita nel 2016 ed è completamente falsa. Rispunta ora dopo che Maduro ha convocato le elezioni e che è stato designato il consiglio da parte del governo e delle opposizioni per indirle. D'ora in avanti ci aspettiamo una catena di notizie false": così il console venezuelano a Milano Giancarlo Di Martino. Che poi aggiunge: "Non nascondo di avere una simpatia per i 5 Stelle, ma non ho mai incontrato nessun loro leader e nemmeno ho mai conosciuto Gianroberto Casaleggio".

Il giornale Abc

«Confermiamo tutto: Abc è un giornale serio e rispettabile, di massima qualità. Facciamo le nostre verifiche, non siamo dei pazzi che pubblichiamo le prime informazioni che ci capitano in mano". Lo afferma il vicedirettore di Abc, Luis Ventoso, interpellato telefonicamente dall'Ansa sulle accuse di fake news rivolte all'inchiesta del suo giornale che pubblica anche un documento. «Anzi, sono molto contento - aggiunge - della vasta eco che questa nostra notizia sta avendo in Italia".