di Claudia Marin Il super eco-bonus del 110 per cento verrà esteso anche alle seconde case (una sola, però), villette a schiera comprese, ma non a quelle di lusso. È questa la principale novità del pacchetto di emendamenti al decreto Rilancio destinato a favorire la ripresa delle costruzioni in chiave green, insieme con la possibilità di applicare il maxi-incentivo anche ai casi di demolizione e ricostruzione degli immobili e alla differenziazione dei massimali in relazione alla differente tipologia di...

di Claudia Marin

Il super eco-bonus del 110 per cento verrà esteso anche alle seconde case (una sola, però), villette a schiera comprese, ma non a quelle di lusso. È questa la principale novità del pacchetto di emendamenti al decreto Rilancio destinato a favorire la ripresa delle costruzioni in chiave green, insieme con la possibilità di applicare il maxi-incentivo anche ai casi di demolizione e ricostruzione degli immobili e alla differenziazione dei massimali in relazione alla differente tipologia di lavori e di fabbricati.

L’eco-bonus e il sisma-bonus del 110 per cento, dunque, si applicheranno anche alle seconde case a esclusione di abitazioni signorili, ville o castelli. Nel testo della proposta di modifica presentata in Commissione Bilancio alla Camera si puntualizza che potranno usufruire del beneficio anche le villette a schiera. Vengono ugualmente rimodulati i massimali di spesa per gli interventi di coibentazione, differenziando in base alla tipologia di edificio: per il cappotto termico, per esempio, per le unità immobiliari nei grandi condomini ci si fermerebbe a 45mila euro a unità, mentre si salirebbe a 50mila per i condomini più piccoli. Il super-bonus viene esteso fino al 30 giugno 2022, ma solo per gli interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare.

Soddisfatta parzialmente Confedilizia, che punta il dito contro l’esclusione dalle agevolazioni "di alcune categorie di abitazioni impropriamente considerate di lusso, che sarebbe addirittura devastante se riguardasse gli interventi sulle parti comuni del condominio".

Fin qui il sisma-bonus e l’eco-bonus. Gli altri emendamenti attesi per il sostegno al lavoro, invece, dovrebbero confluire in altri provvedimenti allo studio del governo. È stato il viceministro all’Economia Antonio Misiani a ribadire, davanti ai deputati riuniti in commissione, l’obiettivo dell’esecutivo di introdurre, con il prossimo decreto di metà luglio, "forme di incentivazione" all’occupazione per "riportare al lavoro tutte le persone che oggi sono in cassa integrazione".

Si tratta di mettere in campo, è il ragionamento, "una pluralità di interventi", che includano "una proroga degli ammortizzatori sociali-Covid e del connesso divieto di licenziamento", ma anche "strumenti di incentivazione rivolti alle imprese per accelerare il riassorbimento della forza lavoro" senza dimenticare la possibilità di allungare la sospensione dell’obbligo di causale per i contratti a termine. L’ipotesi è di costruire una misura selettiva, dedicata alle aziende che più hanno subito i danni economici della pandemia.