di Stefano Vetusti

Fabio Viani (nella foto a destra)è presidente del Consorzio del Prosciuto Toscano Dop, nato nel 1990 e composto da ventuno aziende toscane.

Viani, quali ferite ha lasciato la chiusura imposta dal virus?

"Questo periodo è stato caratterizzato dall’incertezza legata alla pandemia, che ha determinato cambiamenti importanti nei consumi quotidiani. Alcuni settori come quello della ristorazione e degli alimenti hanno subito i danni maggiori e le ripercussioni si sono avute anche su prodotti come il Prosciutto Toscano Dop. Nell’ambito della grande distribuzione chi ha risentito di più della crisi è stato il banco taglio delle gastronomie, settore per noi di fondamentale importanza viste le caratteristiche del prodotto. Le perdite in questo ambito sono state solo lievemente compensate dall’aumento delle vendite del prodotto preaffettato".

Le previsioni sul mercato per i prossimi mesi?

"In questi ultimi mesi stiamo vedendo una leggera ripresa negli acquisti che ci fa ben sperare".

E su una prospettiva di più lungo termine?

"Per i progetti a lungo termine il Consorzio del Prosciutto Toscano Dop si è attivato per trovare nuove forme di comunicazione e di supporto per continuare l’attività promozionale all’estero, in modo da superare le problematiche derivanti dalla pandemia e continuare a far conoscere il Prosciutto Toscano Dop a quei mercati esteri, come gli Usa, il Canada o la Germania, che hanno dimostrato di apprezzare molto il nostro prodotto".

Quali sono i punti di forza del Consorzio?

"Il Consorzio rappresenta un aiuto fondamentale per riuscire a comunicare, far conoscere e proteggere in Italia e nel mondo le nostre eccellenze. Ha tre funzioni fondamentali che rappresentano la sua mission: la promozione, la valorizzazione e la tutela del Prosciutto Toscano Dop. Nel Consorzio il produttore trova un punto di riferimento per poter approcciare nuovi mercati attraverso gli strumenti promozionali e gli eventi. Inoltre il Consorzio svolge un importante ruolo di tutela e lotta alle contraffazioni, che ledono in modo importante le produzioni certificate dei soci comportando perdite economiche".

In cosa occorre migliorare?

"Occorre migliorare la dialettica con i decisori politici del mondo alimentare perché ci permetterebbe di snellire alcuni aspetti burocratici che rallentano lo svolgimento della normale attività. Occorre anche implementare la connessione con le altre eccellenze toscane e italiane per far fronte comune e aggredire meglio i mercati internazionali. Una migliore sinergia, inoltre, ci garantirebbe un’accelerazione nella ripresa".

Il supporto dalle istituzioni, cosa chiedete?

"In questo momento è sempre più importante il sostegno da parte delle istituzioni (Stato, Regioni e Unione europea) perché il singolo imprenditore o il singolo Consorzio non riesce a fronteggiare la crisi economica innescata dalla pandemia. Abbiamo bisogno di una strategia comune, di un supporto economico e di sgravi

burocratici".

La lotta alla contraffazione: come rafforzarla?

"Chiediamo al governo anche di inasprirla, in Italia e all’estero. Tutti i consorzi dovrebbero svolgere un’attività costante di monitoraggio ma spesso non hanno sufficienti risorse. Trovare queste risorse porterebbe un beneficio a tutto il sistema delle Dop e Igp italiane e eviterebbe il fenomeno dell’italian sounding (imitazione, prodotti che sembrano italiani ma non lo sono) che è distruttivo sia per l’immagine che per i fatturati italiani all’estero".

Il Consorzio cosa ha fatto?

"Nel nostro piccolo abbiamo intensificato i controlli, nel 2019 siamo arrivati a 1700 accertamenti nel territorio italiano e abbiamo fatto verifiche in Paesi come Svizzera, Austria, Germania, Inghilterra e Francia. I nostri controlli, ovviamente, sono anche interni per verificare il rispetto del nostro disciplinare in ogni fase della lavorazione, a partire dalla provenienza delle cosce che devono arrivare solo ed esclusivamente da suini nati e allevati in Toscana e nelle regioni limitrofe, appartenenti al circuito dei prodotti Dop toscani".