Tredicesima 2023, a chi spetta l’aumento e a quanto ammonta

Assegno lievemente più alto fino a un certo imponibile. Dal 2024 invece calerà sensibilmente

Tredicesime 2023, lieve aumento. Ma non per tutti
Tredicesime 2023, lieve aumento. Ma non per tutti

Roma - Qualcuno l'ha già ricevuta. Tanti altri, tra lavoratori e pensionati, l'attendono con trepidazione per far fronte all'inflazione e alle spese per le festività natalizie. Non è un caso, infatti, che in origine la tredicesima mensilità (che equivale a un dodicesimo della retribuzione annua corrisposta al lavoratore) fosse conosciuta come "gratifica natalizia". Per i pensionati è in corso di erogazione secondo il calendario Inps a partire da venerdì 1° dicembre. Si tratta di una platea di 16 milioni di persone che equivale, per chi è stato in pensione tutto l'anno, a circa una mensilità in più. Per i 19 milioni di lavoratori dipendenti, invece, la data esatta dipende dal contratto collettivo di riferimento. Per i dipendenti pubblici statali l'erogazione è prevista per legge intorno alla metà del mese: il 14 dicembre per gli insegnanti delle scuole materne ed elementari; il 15 dicembre per il personale amministrato dalle direzioni provinciali del Tesoro con ruoli di spesa fissa; il 16 dicembre per il personale insegnante supplente temporaneo e per gli altri dipendenti pubblici. Per il 2023, dato che il 16 cade di sabato, il pagamento sarà anticipato a venerdì 15. Mentre nel settore privato spesso le aziende scelgono di far partire il pagamento in prossimità del 25 dicembre. E' il caso ad esempio dei metalmeccanici e di chi lavora nelle telecomunicazioni ma anche degli studi professionali. Sempre a ridosso del Natale è prevista l'erogazione della tredicesima anche ai lavoratori del commercio. Secondo quanto calcolato dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre la gratifica natalizia costerà, al netto dei contributi previdenziali, 53,9 miliardi di euro alle imprese/società pubbliche/private e all’Inps. Mentre nei portafogli dei 35 milioni di italiani che riceveranno nel 2023 la tredicesima finiranno 40,7 miliardi di euro. A festeggiare sarà anche il fisco che, attraverso la ritenuta dell’Irpef, incasserà 13,2 miliardi di euro.

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Assegno più alto solo in alcuni casi

Quest'anno, la tredicesima netta sarà leggermente più alta, ma solo nel caso in cui l'imponibile risulti pari o inferiore a 1.923 euro. Sotto questa soglia si applica uno sgravio contributivo del 3% anziché del 2% previsto nel 2022: ciò comporterà un risparmio. Un aumento di massimo 12 o 13 euro netti rispetto allo scorso anno. Nessuna differenza, invece, per coloro che hanno una tredicesima il cui importo è superiore a 1.923 euro (ma non a 2.692 euro): in tal caso lo sgravio è sempre del 2% come nel 2022.

Niente sgravi nel 2024

Non ci sarà nessuno sgravio, invece, sulla tredicesima 2024, con l'eventualità che il netto in busta paga della tredicesima sia più basso di circa 65 euro rispetto al 2023.

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