Bruno Villois Un ennesimo allarme collegato al Covid-19 riguarda la crisi a cui è soggetto il sistema di trasporto pubblico, che a dirla tutta, era già bisognoso anche in precedenza di continui ripianamenti dei bilanci da parte dei pubblici azionisti. La riduzione di oltre il 70% dei passeggeri,...

Bruno

Villois

Un ennesimo allarme collegato al Covid-19 riguarda la crisi

a cui è soggetto il sistema di trasporto pubblico, che a dirla tutta, era già bisognoso anche in precedenza di continui ripianamenti dei bilanci da parte dei pubblici azionisti. La riduzione di oltre il 70% dei passeggeri, l’allungamento della durata degli abbonamenti, dovuto al mancato utilizzo derivante dal lockdown, e i maggiori costi di igienizzizazione rischiano di portare al tracollo economico una moltitudine di società, a cui si aggiunge il quasi certo dissesto finanziario per il 2020 di quasi tutti i Comuni italiani, con Milano, Roma, Torino e Napoli in testa. Situazione meno gravosa ma pur sempre a rischio è quella dei due operatori del trasporto su ferro a livello nazionale, Trenitalia e Italo, il cui calo di presenze sui treni è quasi pari a quello dei trasporti locali. Nel caso di Trenitalia, il disavanzo lo coprirà lo Stato, ma nel caso di Italo e anche dell’intero trasposto persone su gomma, per oltre i 23 a gestione privata, sarà indispensabile definire un sostanzioso contributo dello Stato, almeno in parte a fondo perduto, per evitarne il tracollo. Un default delle società di trasporto persone manderebbe in tilt l’intero sistema Paese, oltre a creare nuova disoccupazione. La politica, maggioranza ed opposizione, sembra sottovalutarne gli effetti, che verranno appesantiti dai costi per il trasporto degli alunni, dovuto ai distanziamenti e all’aumento di mezzi e autisti da mettere a disposizione. Definire subito i sostegni finanziari è indispensabile.