Accelerare le competenze digitali tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. È l’obiettivo per cui è nata, esattamente un anno fa, Operazione Risorgimento Digitale, l’iniziativa promossa da Tim e oltre 30 partner del settore pubblico, privato e del mondo del no profit per chiudere il cosiddetto digital divide culturale, cioè il divario che impedisce a una parte della popolazione di accedere alle tecnologie digitali. A un anno dal suo lancio, Operazione Risorgimento Digitale si presenta di nuovo al pubblico con un evento in diretta streaming domani (all’indirizzo web https:operazionerisorgimentodigitale.it) con la partecipazione di Salvatore Rossi (nella foto a destra), presidente di Tim e Luigi Gubitosi, amministratore delegato della società. Questo importante appuntamento sarà l’occasione per fare il punto sulla digitalizzazione del nostro Paese e presentare le nuove iniziative, che includono webinar (cioè seminari online) e contenuti formativi gratuiti rivolti ai cittadini, al mondo della scuola, alle imprese e alla Pubblica Amministrazione.

Vi sarà presentato inoltre il "Rapporto sulla trasformazione digitale dell’Italia" elaborato dal Censis in collaborazione con il Centro Studi Tim. Si tratta di un’analisi sulla digitalizzazione del nostro Paese e sui segnali di cambiamento registrati nell’utilizzo dei servizi digitali durante la pandemia. L’iniziativa prevede inoltre la partecipazione dei ceo delle aziende partner di Operazione Risorgimento Digitale e i rappresentanti delle associazioni dei consumatori che supportano questo progetto. Per un giorno saranno "Maestri d’Italia" tenendo una lezione di 100 secondi sui temi e le parole-chiave della società digitale. "Tim ha deciso di impegnarsi nella formazione digitale perché è in gioco lo sviluppo dell’Italia", ha dichiarato il presidente Rossi aggiungendo che "per essere al passo con i paesi con cui vogliamo confrontarci, dobbiamo tutti investire nelle conoscenze e nelle abilità digitali, sostanza della modernità.

Operazione Risorgimento Digitale", ha aggiunto, "ha l’ambizione di contribuire, in maniera concreta, a innalzarle per tutti i cittadini, anche anziani e fuori delle grandi città. Insieme con i nostri partner, vogliamo ridurre il divario fra chi è più avanti e chi è più indietro, fino a chiuderlo". Carlo Nardello, chief strategy, business development & transformation officer di Tim ha invece sottolineato che "Operazione Risorgimento Digitale non si è mai fermata e ha dato vita a nuove modalità per diffondere i suoi contenuti e raggiungere obiettivi di formazione e divulgazione digitale, passando dalle strade del Paese al mondo on line".

"Dopo il successo di Maestri d’Italia – continua Nardello – e delle Master Class rivolte a professionisti e alle piccole e medie imprese, siamo ora pronti con nuove iniziative che, grazie a una rinnovata articolazione multi-piattaforma e multi-target delle attività, potranno raggiungere un numero ancora maggiore di cittadini, scuole, imprese e pubbliche amministrazioni". Il rapporto realizzato da Censis in collaborazione con il Centro Studi Tim, che viene presentato domani, parte dallo screening dell’Italia prima del lockdown di marzo, con l’obiettivo di rappresentare i diversi livelli di digitalizzazione delle province. L’analisi evidenzia che esiste una correlazione fra l’uso di Internet e gli indicatori di progresso e di benessere individuale. La disponibilità di competenze digitali elevate o basilari, l’uso di Internet e dell’home banking sono fortemente correlati con il Pil pro capite. Anche il titolo di studio si lega in modo significativo all’uso di Internet: chi l’ha più basso usa meno la rete.

I dati raccolti dal Censis hanno permesso di elaborare l’indice di digitalizzazione di ciascuna provincia. Ne risulta un’Italia a due velocità, con un divario tra il Centro Nord e il Centro Sud e con alcuni centri di eccellenza (le grandi città come Milano, Roma, Firenze e Torino, oltre a una parte dell’Emilia-Romagna e della Toscana). Durante il lockdown di primavera, però, ci sono stati importanti segnali di cambiamento. Oltre a un impressionante aumento del traffico sulle reti fisse e mobili, sono stati stimolati comportamenti nuovi legati alla vita digitale (uso dei servizi Internet come smart working e didattica a distanza, spesa on line e socialità in videochiamata).