Cristalli di grane antico ‘proiettati’ sotto il Voltone del Podestà a Bologna
Cristalli di grane antico ‘proiettati’ sotto il Voltone del Podestà a Bologna

Territorio, associazioni e non solo. La realtà aumentata di Bepart rappresenta anche contenuti scientifici o campagne di sensibilizzazione per vari tipi di committenza. È il caso di "Toghether we can stop the virus", iniziativa dell’azienda farmaceutica Gilead, che permette di visitare sei opere in una mostra virtuale, immergendosi a 360 gradi nello storytelling dell’Hiv (hivstopthevirus.it), rivoluzionando l’idea stessa di sito web.

Bmw, Ied Venezia, Mediolanum Forum Assago e Sncf Voyages sono solo alcuni committenti avuti in passato da Bepart, che oggi conta sette persone e sviluppa app personalizzate su piattaforme Android, iOS, Windows Phone e occhiali immersivi. ImmaginAR è la seconda app di Bepart, sviluppata con Stefania Solari, per visualizzare la realtà aumentata semplicemente recandosi sul posto, grazie al Gps. A Bologna, per esempio, è possibile visualizzare "Crystal Drops", installazione permanente per il Resilienze festival, realizzata sulla base di tre studi di Olga Kokornaczyk per l’Università di Pisa. È possibile girare intorno alle opere in 3D, come se fossero nello spazio: l’albero di glutine da frumento biologico nella Gabbia del leone, i cristalli organici di vino e latte ai giardini Margherita o quelli del grano antico sotto il voltone del Podestà in piazza Maggiore. "Fra gli altri progetti con ImmaginAR, ci sono i sentieri di montagna con Residenza Campsirago a Lecco, per il museo del tesoro di Vercelli in collaborazione con il Cnr e una favola dipinta sui muri di Novara con l’associazione CreAttivi", conclude Aliaudi. Daniele Monaco