Da sinistra Dario Pardi e Valentino Bravi, presidente e amministratore delegato di Tas Group
Da sinistra Dario Pardi e Valentino Bravi, presidente e amministratore delegato di Tas Group

di Achille Perego

La sua presenza, anche se non la percepiamo, ha contribuito al grande sviluppo dei pagamenti digitali. E ogni giorno, quando usiamo una carta di credito o debito, facciamo un bonifico o paghiamo una bolletta con l’home banking e il cellulare oppure saldiamo un conto con lo smartphone e un’App – senza dimenticare le transazioni finanziarie e le compravendite dei titoli quotati –, trasparenza, sicurezza e velocità sono resi possibili grazie a un campione italiano dei pagamenti digitali. Si chiama Tas Group, azienda nata a Milano nel 1982, quotata dal 2000 al Nuovo Mercato di Borsa Italiana (con l’ambizione di passare al segmento Star) e che negli ultimi anni ha completato un importante percorso di risanamento finanziario (con l’azzeramento dell’indebitamento), investimenti e conquiste di nuovi mercati internazionali dall’Europa alle Americhe, con una crescita anche con acquisizioni. Un percorso guidato dal presidente Dario Pardi e dall’ad Valentino Bravi, che sono anche i principali azionisti della holding (Owl) a cui fa capo Tas Group. Il gruppo opera nel mercato delle soluzioni software per la monetica, i sistemi di pagamento e i mercati finanziari.

Leader in Italia nel card management, accesso alle reti di pagamento e gestione degli ordini di Borsa, Tas Group è una realtà internazionale con una presenza diretta in Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Est Europa, Stati Uniti e Sud America. E’ il più grande vettore di pagamenti europei. Serve oltre cento istituzioni finanziarie tra cui le più importanti banche commerciali e centrali in Italia ed Europa, la Pubblica Amministrazione e Poste Italiane, i maggiori centri di servizi finanziari e alcuni tra i principali global broker dealer presenti nella classifica Fortune Global 500. Ed è l’angelo custode tecnologico nel mondo di oltre 100 milioni di carte, prepagate comprese. Un settore nel quale negli ultimi dodici mesi Tas Group ha siglato importanti accordi con Bnl-Gruppo Bnp Paribas e con Mercury Payment Services del gruppo Nexi, che hanno scelto la sua piattaforma Cashless 3.0 per essere più competitivi e reattivi ai cambiamenti di mercato nell’emissione di nuove carte di pagamento.

Ma tra i clienti di Tas Group, fra le prime cento fintech a livello globale, ci sono anche i nuovi operatori (dai protagonisti di Internet alle start up innovative) che si sono affacciati sul mercato dei pagamenti digitali che prima, ricorda Pardi, era quasi esclusivamente rappresentato dal sistema bancario e ora, grazie anche alla nuova direttiva europea di apertura del settore a soggetti terzi (PSD2) si sta fortemente allargando. E nel quale Tas Group ha un ruolo da protagonista. Un ruolo confermato dai risultati dei primi nove mesi dell’anno che hanno visto una crescita significativa della redditività con il Margine operativo lordo salito dai 3,6 milioni dello stesso periodo del 2018 a 5,7 (con un’incidenza sui ricavi totali passata dal 10,1 al 15,2% ) e ricavi core totali in crescita del 17,6% a 36,3 milioni. A spiccare è anche la liquidità del gruppo che al 30 settembre 2019 si attestava a 7,9 milioni. Una provvista che potrà servire nella strategia di sviluppo per linee esterne.

Questi risultati, commenta Pardi «confermano il trend positivo di crescita, sia in termini di fatturato che di marginalità, segno di una evoluzione positiva della società diventata ormai strutturale. Questi risultati sono ancora più rilevanti in quanto ottenuti mantenendo l’investimento sull’innovazione, pari a circa l’8% del fatturato mentre l’azienda ha completato anche il processo di focalizzazione sull’offerta, migliorando le soluzioni per i nostri clienti» e facendo «la scelta di escludere la rivendita di soluzioni di partner esterni ove non parte integrante e arricchente della proposizione Tas».

Del resto il settore in cui opera Tas Group sta vivendo un momento di grande dinamicità e interesse. «Gli investimenti che dovranno effettuare gli attuali operatori, così come i nuovi, per cogliere le opportunità offerte dalla PSD2 – conclude Pardi – espanderà in maniera significativa il mercato potenziale per le nostre soluzioni. Siamo solo all’inizio di un lungo percorso che auspichiamo ci vedrà consolidare la nostra leadership nella fornitura di piattaforme abilitanti per chi vorrà sviluppare nuovi servizi nel mondo dei pagamenti europei». Servizi che vedranno sempre più lo smartphone protagonista dei pagamenti digitali e l’introduzione di innovativi servizi di sicurezza per le carte come il riconoscimento facciale e il controllo dell’iride.