Stage e tirocini
Stage e tirocini

ALTAVILLA VICENTINA (Vicenza)

«LA NOSTRA scuola sta attirando sempre maggior interesse, tra i giovani neolaureati e non solo: l’alta formazione sta diventando sempre più attraente per le imprese italiane. Gli imprenditori iniziano a guardarci in modo radicalmente diverso. Lo vediamo dal numero dei soci sostenitori: nel giro di due o tre anni sono passati da poco più di una dozzina a oltre cento. Questo è un segnale importantissimo e che mi fa ben sperare». Federico Visentin, presidente di Mevis (tra i principali produttori di componenti metallici) e vicepresidente nazionale di Federmeccanica di Confindustria con delega all’educazione, è stato appena rieletto presidente per il prossimo triennio di Fondazione Cuoa-Business School, il Centro universitario di organizzazione aziendale, una delle più importanti business school italiane ed europee, con sede a Villa Valmarana Morosini, alle porte di Vicenza. Una scuola di business che da un sessantennio fa alta formazione e diffusione della cultura manageriale e imprenditoriale e tra i cui soci fondatori compaiono Intesa Sanpaolo e Banco BPM, e sostenuta da importanti università del Nordest tra cui Ca’ Foscari, Padova, Verona, Udine, Trento, Trieste, lo Iuav di Venezia, eccetera.

Presidente, prima ha detto che il successo della scuola tra gli imprenditori la fa ben sperare: aveva dubbi?

«Vede, il fatto è che o le nostre aziende fanno un salto di qualità, che ha a che fare con la capacità di gestire i sistemi complessi e una competizione globale, o sono destinate a esser preda di acquisizioni da parte di multinazionali estere. Non basta essere bravi nel lanciare prodotti, occorre diventare leader nel mondo globalizzato. Il rischio è quello a cui assistiamo tutti i giorni: spesso finiamo per vendere a gruppi industriali stranieri o anche, cosa assai peggiore, a fondi che puntano solo a speculare».

Sta dicendo che manca la cultura industriale?

«Sì, c’è bisogno di alta formazione. Tant’è che sono pochissime le aziende italiane che fanno acquisizioni nel mondo. Questo è dovuto al fatto che la competenza dei nostri uomini d’impresa ha delle lacune. Nella nostra scuola offriamo a professionisti e giovani laureati percorsi di formazione che rispondono a queste nuove sfide, che danno contenuti veri, per avere una classe dirigente che renda la nostra impresa sempre all’altezza».

E i giovani? Quali sono i suoi consigli per i ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro e che sono interessati all’attività imprenditoriale?

«È fondamentale che colgano il valore dell’alta formazione. Venire da noi è una scelta vincente: offriamo MBA, corsi e master, e inoltre abbiamo un JobCareer Center per creare le migliori opportunità professionali per i nostri Alumni. Più in generale è importante che fin dalle scuole gli studenti trovino occasioni per avvicinare il mondo dell’impresa. Le faccio un esempio».

Prego…

«Uno dei programmi di cui in Federmeccanica sono più orgoglioso è ‘Eureka! Funziona!’, rivolto alle scuole primarie e che è finalizzato a stimolare l’ingegno e le competenze imprenditoriali nei bambini. Portiamo dei kit di costruzione di un giocattolo come se fossero in un’industria: con specifiche linee guida, un progetto, il marketing, eccetera. Per quanto riguarda l’università, consiglio agli studenti di sfruttare ogni occasione offerta dagli atenei per mettere il naso nelle imprese: stage, tirocini, tesi in azienda. Sono occasioni d’oro per creare quelle vere competenze che piacciono alle aziende e danno una marcia in più».