di Achille Perego

Raggiungere la neutralità climatica in anticipo rispetto all’obiettivo europeo del 2050, arrivando a zero emissioni nette di CO2 nel 2040. L’ambizioso target di sostenibilità è messo nero su bianco nel piano strategico 2020-2024 di Snam, la società che gestisce una rete energetica che si estende per oltre 32mila km solo in Italia (più di 42mila in Europa), oggi dedicata al trasporto del gas naturale e in futuro sempre più focalizzata sui gas verdi: biometano e soprattutto idrogeno. Il piano, presentato nelle scorse settimane dall’amministratore delegato Marco Alverà, prevede 7,4 miliardi di euro di investimenti al 2024, ma è già proiettato verso un futuro decarbonizzato, in linea con gli impegni assunti da un numero crescente di governi.

"Da operatori del settore energetico, siamo naturalmente esposti ai temi del cambiamento climatico, ma anche della qualità dell’aria e in senso più ampio della tutela dei territori e delle comunità. Tutti ambiti rispetto ai quali abbiamo sviluppato nei decenni una sensibilità particolare", spiega Patrizia Rutigliano (nella foto), Executive vice president Relazioni istituzionali, Esg, comunicazione e marketing di Snam. "Il grande impegno di questo piano – prosegue Rutigliano – è concentrato sull’obiettivo di diventare una delle prime aziende energetiche ‘carbon neutral’ al 2040, annullando le emissioni climalteranti derivanti dalle nostre attività (Scope 1 e 2). In aggiunta, grazie ai nuovi business nella transizione energetica (biometano, efficienza energetica, idrogeno, mobilità) contribuiremo nel 2024 a evitare ulteriori 600mila tonnellate di emissioni di CO2 equivalente da parte del sistema Paese".

Un obiettivo da raggiungere attraverso iniziative finalizzate a incrementare la sostenibilità delle infrastrutture ‘core’ – trasporto, stoccaggio e rigassificazione – grazie all’installazione di centrali ibride gas-elettrico e all’abbattimento delle emissioni di metano, ma anche dando impulso ai nuovi business, le quattro startup di Snam che potranno contare su risorse quasi raddoppiate rispetto al precedente piano (720 milioni). Attività che, sostiene sempre Rutigliano, "ci consentiranno di lavorare sempre più a stretto contatto con le amministrazioni locali e in ottica sinergica con il mondo delle imprese per favorire la decarbonizzazione dei territori, anche realizzando aree verdi e iniziative di forestazione".

L’impegno in ambito ambientale di Snam si inquadra nella strategia Esg (ambiente, sociale e governance) dell’azienda, che riveste un ruolo fondamentale nel piano. Per misurare le proprie performance, la società ha elaborato e pubblicato una scorecard su 13 aree con 22 obiettivi triennali materiali e quantitativi. Alcuni esempi: in tema ambientale sono previsti dal 2021 al 2023 l’incremento della produzione di biometano da 18 a 141 milioni di smc (standard metro cubo) e l’aumento da 16 a 43 mila tonnellate di CO2 risparmiate da attività di efficienza energetica; in ambito sociale, la crescita della percentuale di donne in posizioni executive e middle management dal 19,3% del 2019 al 25,5% del 2023, e un incremento delle imprese sociali accreditate nella vendor list (lista dei fornitori) del 20% al 2023. Infine, in ambito governance, nel 2023 almeno il 40% dell’attività del cda sarà dedicata a tematiche Esg e sul 100% delle terze controparti saranno svolte due diligence reputazionali.

"La nuova scorecard (supporto nella gestione strategica) e l’impegno rafforzato in queste tre sfere sono coerenti con gli SDGs (Obiettivi di sviluppo sostenibile, ndr) delle Nazioni Unite – conclude Rutigliano – e guidano sempre più le scelte di investimento". Con uno sguardo attento anche al terzo settore: "Continueremo a sostenere il volontariato e a lavorare al fianco delle onlus, come già fatto anche attraverso Fondazione Snam per contribuire a far fronte all’emergenza Covid-19".