Martedì 21 Maggio 2024
SOFIA SPAGNOLI
Salvadanaio Digitale

Conto bancario, come scegliere quello giusto per noi

Come confrontare le offerte delle varie banche e optare per la formula (costi fissi o variabili) più adatta alle esigenze di ciascuno

Roma, 13 maggio 2024 – Come gestire il proprio denaro in maniera consapevole in un’era in cui tutto va digitalizzandosi, perfino i pagamenti? Agli italiani il contante piace, ma l’utilizzo delle carte di pagamento sta rapidamente emergendo come l’opzione dominante. A rivelarlo è Banca d’Italia, secondo cui nel corso del 2022, il numero di transazioni effettuate con carte di debito è balzato del 25% rispetto all’anno precedente, confermando una tendenza in costante ascesa.

Pagamento digitale
Pagamento digitale

Il conto corrente

Per il 90% delle famiglie italiane la risposta è il conto corrente. Si tratta di uno strumento che consente di ricevere entrate come lo stipendio o la pensione ed effettuare pagamenti, anche utilizzando diversi strumenti come la carta di debito (meglio conosciuta come Bancomat) la carta di credito e i bonifici. Ma attenzione: il conto corrente non è uno strumento ideale per far fruttare i propri risparmi. Non genera rendimenti, perché i fondi depositati non producono interessi, o se lo fanno, il tasso di interesse sulle somme depositate è generalmente molto contenuto.

Qual è il conto giusto per noi?

Come capire, quindi, se conviene aprirne uno e soprattutto se il conto che abbiamo è quello giusto per noi? Il primo passo è chiarire le nostre esigenze. Dobbiamo chiederci “a cosa mi serve il conto?”, “quanti bonifici oppure quanti prelievi di contante prevedo di fare?”. Se si hanno esigenze limitate, ad esempio, potrebbe essere sufficiente una carta prepagata che ci consente, dopo averla caricata con una somma di denaro, di effettuare prelievi di contante e acquisti nei negozi e su internet.

Costi fissi e variabili

Bisognerà, inoltre, considerare i costi legati all’apertura e al mantenimento di un conto, che variano da banca a banca. Questi costi si suddividono in una componente fissa e una variabile. La prima comprende spese di apertura, imposte di bollo e canoni di gestione del conto, da pagare indipendentemente dal numero di operazioni effettuate. I costi variabili, invece, si applicano a singole transazioni, come le commissioni per prelievi presso sportelli Bancomat di banche diverse dalla nostra o all’estero.

I conti a pacchetto e i conti a costi variabili

Esistono due tipologie di conti a seconda del meccanismo di tariffazione: conti principalmente a costi fissi, chiamati spesso conti “a pacchetto”, e conti per i quali prevalgono i costi variabili. Con i conti a pacchetto paghiamo un importo fisso annuo per un determinato numero di operazioni, ad esempio, di bonifici, superato il quale si inizia poi a pagare ogni singola operazione. Se facciamo molte operazioni potremmo orientarci verso i conti che includono nel canone fisso annuale un numero elevato, in certi casi anche illimitato, di operazioni. Altrimenti, potremmo preferire un conto con un canone fisso annuo ridotto e poi pagare il costo di ogni singola operazione.

Come confrontare le offerte

Per confrontare i costi dei conti, si può utilizzare l’ICC, acronimo di Indicatore dei Costi Complessivi, che fornisce il costo indicativo annuo del conto per diversi profili di utilizzo (giovani, famiglie con bassa, media ed elevata operatività, pensionati con bassa e media operatività). Si tratta di un indicatore introdotto dalla Banca d’Italia per aumentare la trasparenza delle offerte delle banche, tutelare i consumatori e aiutarli a scegliere l’alternativa migliore a parità di servizi offerti.

Approfondisci:

Qn e Banca d’Italia insieme. Nasce Salvadanaio Digitale

E se si vuole spostare il proprio conto in un’altra banca?

E se dovessimo accorgerci che l’offerta che abbiamo non risponde più alle nostre esigenze? Cambiare banca non è difficile. Esistono delle norme precise per agevolare il consumatore. In particolare, è nostro diritto ottenere il trasferimento sul nuovo conto del saldo e di tutti i servizi che avevamo sul nostro vecchio conto. Questa procedura si chiama “portabilità del conto”: è gratuita e deve completarsi entro un massimo di 12 giorni lavorativi. E se la banca non rispetta questo termine? il cliente avrà allora diritto a un indennizzo di 40 euro, più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo.

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