Domenica 21 Luglio 2024
Sofia Spagnoli
Salvadanaio Digitale

Come investire in maniera consapevole

Ecco tutte le regole d’oro per approcciare in modo corretto il mondo degli investimenti

Roma, 17 giugno 2024 – Quali sono le regole d’oro da seguire per iniziare a investire in modo consapevole? Il termine investimento deriva dal latino "investo", che significa "coprire con una veste, rivestire", e si riferisce proprio al dare ai risparmi un nuovo volto. Negli ultimi anni, questa pratica è diventata sempre più popolare perché ha permesso a molti italiani di proteggere i propri risparmi ammortizzando gli effetti dell’inflazione, che si comporta come una sorta di tassa silenziosa che, giorno dopo giorno, erode i risparmi lasciati a oziare sul conto corrente, riducendone il valore d’acquisto.

Effetti inflazione sui risparmi

Se ad esempio avessimo 10.000 euro su un conto corrente che rende zero e il tasso d’inflazione fosse pari al 2% annuo, dopo un anno avremmo sempre 10.000 euro ma potremmo comprare il 2% di beni in meno. Questo perché per mantenere il loro valore reale, cioè il potere d’acquisto, i nostri risparmi dovrebbero crescere almeno quanto l’inflazione.

Pianificazione delle finanze

Ma come fare, quindi, per iniziare a investire con consapevolezza? Prima di qualsiasi scelta di investimento è necessaria una corretta pianificazione delle nostre finanze, per capire quanto siamo in grado di risparmiare, e può essere utile fissare obiettivi di vita che vorremmo raggiungere. Potremmo, ad esempio, porci gli obiettivi di integrare la pensione o di accumulare le somme necessarie per l’educazione dei figli.

La guida su come approcciare al mondo degli investimenti
La guida su come approcciare al mondo degli investimenti

Avversione al rischio

A questo punto dobbiamo capire quale sia la nostra avversione al rischio, cioè quanto siamo disposti a tollerare delle possibili perdite sulle somme che investiamo. Più alti sono i rischi di perdita, più alto è il rendimento atteso. Esiste, infatti, una stretta relazione tra rischio e rendimento: a rendimenti più alti corrispondono rischi più alti e viceversa. Se ci pensiamo questo comportamento è naturale: perché dovremmo investire in un'attività rischiosa se possiamo investire in un'attività priva di rischio? L'unico motivo che potrebbe spingerci a farlo sarebbe il maggior rendimento che potremmo ottenere se le cose vanno bene.

Diversificazione

Ma esiste anche un modo per investire riducendo i rischi? Sì, seguendo la seconda regola d’oro della finanza: la diversificazione. Attività e strumenti finanziari, infatti, reagiscono in modo diverso agli andamenti economici. Se abbiamo diversificato, l’andamento dei nostri investimenti non sarà quindi strettamente legato a un singolo evento (una società che fallisce, un paese che va in recessione) ma rifletterà l’andamento generale di diverse economie, settori, attività.

Strumenti a basso rischio

Troviamo i depositi a risparmio, titoli di Stato, obbligazioni emesse dalle imprese e azioni. Tra questi, forme di investimento a basso rischio sono i titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT) e di altri paesi dell’area dell’euro con scadenza residua inferiore a 2 anni.

Azioni e obbligazioni

Se fossimo disposti ad accettare rischi maggiori per cercare di ottenere un rendimento più elevato potremmo aumentare la percentuale investita in obbligazioni a più lunga scadenza e in azioni. Ma qual è la differenza?

Tipi di obbligazione

Le obbligazioni rappresentano uno degli strumenti principali di investimento nel panorama finanziario, offrendo diverse tipologie che variano in base all'emittente, al tasso, all'indicizzazione e alla scadenza. Iniziamo con le obbligazioni governative e corporate: le prime sono emesse dallo Stato (come i BOT, BTP e CCT), considerate meno rischiose delle seconde, che provengono da aziende. Lo Stato ha una probabilità di default inferiore rispetto alle aziende, rendendo le obbligazioni governative una scelta più sicura per molti investitori.

All'interno delle obbligazioni corporate, esistono le obbligazioni subordinate, particolarmente rischiose perché possono prevedere la sospensione del pagamento delle cedole. Un'altra distinzione fondamentale riguarda il tipo di tasso: le obbligazioni possono avere un tasso fisso o variabile. Le obbligazioni a tasso variabile, come i CCT, hanno una cedola che varia nel tempo in base ai tassi di interesse a breve termine, rendendo il prezzo meno volatile rispetto alle obbligazioni a tasso fisso. Per chi cerca protezione contro l'inflazione, ci sono le obbligazioni indicizzate all'inflazione, come i BPT Italia. Infine, le obbligazioni si differenziano anche per la scadenza: quelle a breve termine (fino a uno/due anni), medio termine (da uno/due anni a cinque/dieci anni) e lungo termine (oltre cinque/dieci anni).

Acquistare un’azione

Acquistare un’azione significa diventare proprietari di una quota dell’azienda, con il diritto di ricevere una parte dei profitti sotto forma di dividendi, ma solo se l’azienda produce utili. Investire in obbligazioni, invece, garantisce il diritto a ricevere una cedola periodica, fissa o variabile, e il rimborso del capitale investito alla scadenza, indipendentemente dai profitti dell’azienda.