Da sinistra: Riccardo Molinari, Matteo Salvini, Barbara Saltamartini
Da sinistra: Riccardo Molinari, Matteo Salvini, Barbara Saltamartini

Mai più un caso Pernigotti, dove una società straniera compri un marchio storico del Made in Italy e poi sposti la produzione all'estero. La Lega e il vicepremier Matteo Salvini lanciano un disegno di legge in difesa delle imprese tricolori. Lo fanno - e forse non è una casualità - proprio nelle stesse ore in cui il vicepremier Luigi Di Maio si dice pronto a firmare il pre-accordo con la Cina sulla nuova Via della Seta, con corollario di polemiche e mal di pancia (anche all'interno della maggioranza di governo). 

IL REGISTRO DEL MARCHI STORICI

L'idea di Salvini, che ha presentato la legge ieri in conferenza stampa a Montecitorio con il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, e la presidente della Commissione Attività Produttive, Barbara Santamartini, è molto semplice. Sarà creato un registro dei marchi storici con più di 50 anni di attività presso il ministero dello Sviluppo economico. Nel caso uno di essi venga rilevato da un soggetto straniero che poi delocalizza all'estero, lo Stato ne rivendicherà la proprietà. "Vogliamo difendere con le unghie e coi denti le aziende italiane - spiega Salvini -. Se vuoi farti il cioccolatino in Turchia, metti 'made in Turkey'". Da dieci anni, infatti, la Lega si batte per l'etichettatura obbligatoria in Ue contro i falsi made in Italy. "E' troppo tardi per la tutela dei marchi italiani - si chiede Salvini -? S', lo è. Ma noi siamo al governo da giugno. E' stato fatto un enorme shopping sulle aziende tricolori senza che i governi di sinistra abbiano mai battuto ciglio. Invece Conte e Di Maio sulla Pernigotti hanno fatto il possibile e l'impossibile".

COLDIRETTI: 3 SU 4 COLOSSII DELL'AGROALIMENTARE GIA' IN MANO STRANIERA 

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, plaude all'iniziativa del Carroccio. «La tutela dei marchi storici è una svolta per l'agroalimentare made in Italy, dopo che ormai circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere, spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall'origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione», osserva Prandini. Si tratta di un'inversione di tendenza, sottolinea Coldiretti, dopo che negli ultimi decenni gli stranieri hanno acquisito quote di proprietà nei principali settori dell'agroalimentare italiano, dalla pasta all'olio, dagli spumanti ai gelati, dai salumi fino ai biscotti. Uno shopping senza freni che è stato peraltro accompagnato solo da sporadiche azioni dell'Italia all'estero dove spesso sono stati frapposti ostacoli. «L'attenzione all'acquisizione dei marchi storici è necessaria - afferma Prandini - perché si tratta spesso del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all'estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali». Negli anni, conclude la Coldiretti, sono volati all'estero, tra gli altri, la birra Peroni, i gelati Grom, Antica gelateria del Corso e Algida, i marchi dell'olio Bertolli, Carapelli, Sasso, Sagra e Filippo Berio, la pasta Buitoni e la pasta Del Verde, i cioccolatini Perugina e Pernigotti, lo spumante Gancia, latte e formaggi di Parmalat, Galbani, Invernizzi, Locatelli e delle Fattorie Scaldasole, i salumi Fiorucci, l'Orzo Bimbo, i cracker Saiwa, le bibite San Pellegrino, i liquori Stock e le caramelle la Sperlari. 

LEU E FI RIVENDICANO LA LORO PROPOSTE

L'effetto della proposta di Salvini è di muovere le acque anche negli altri partiti. Leu, con il capogruppo Federico Fornaro, ricorda di aver presentato il 17 gennaio una proposta simile per la tutela dei 
marchi storici di aziende con più di 50 anni di attività. "Siamo pronti a lavorare in commissione attività produttive alla Camera alla ricerca di un testo condiviso - osserva Fornaro -, ma fino ad ora è stato il Governo a bloccare l'iter delle proposte di legge in attesa di una iniziativa legislativa, più volte annunciata, del ministro Di Maio". Forza Italia, con Benedetta Fiorini, segretario della commissione Attivita' produttive della Camera, ritira fuori una proposta di legge risalente a maggio 2018 per l'Istituzione del Ministero per la tutela, la promozione e il commercio internazionale dei prodotti italiani.