Martedì 23 Aprile 2024

Quando conviene investire nei Btp Valore

Dipende dal tipo profilo dell’investitore, dall’andamento dei tassi e dagli obiettivi finanziari che si vogliono ottenere

Quando conviene investire in Btp Valore

Quando conviene investire in Btp Valore

Roma, 26 febbraio 2024 – Un titolo da comprare e tenere nel cassetto per sei anni, con il vantaggio della cedola ogni tre mesi e zero commissioni. E, se i tassi scenderanno, con la possibilità anche di venderlo in anticipo rinunciando al premio dello 0,7% ma incassando la plusvalenza sul prezzo.

E’ partito oggi, con molto interesse da parte dei risparmiatori – ieri le sottoscrizioni hanno superato quelle delle prime due di giugno e ottobre 2023 – il primo giorno di sottoscrizione del Btp Valore che si concluderà venerdì, con un taglio minimo da 1.000 euro e tasso minimo fissato al 3,25% annuo per i primi tre anni e al 4% annuo per i successivi tre.

Una sommatoria che fa sì che il rendimento minimo medio annuo si aggiri intorno al 3,65% che sale al 3,76% con il premio vista la novità di questa emissione che è costituita dal premio fedeltà dello 0,7% riservato a chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza.

Di fatto, però, guardando ai rendimenti dei Btp a sei anni, la convenienza di questo nuovo Btp è poco rilevante perché, a parte il premio fedeltà, esso è perfettamente allineato alla curva del debito italiano. La convenienza dipendere da fattori che sono legate alle aspettative su calo dell’inflazione e quindi discesa dei tassi e salita dei prezzi dei titoli che ne conseguirebbe.

Ad esempio, confrontando il Btp Valore al Btp aprile 2030, quest’ultimo, ha una cedola dell’1,35% e rendimento del 3,55% ma non ha premio a scadenza e quota, al 26 febbraio, 88,8; quindi il suo rendimento netto, in caso di recupero di credito fiscale a seguito di precedenti minusvalenze, sarebbe superiore al Btp Valore in collocamento. Naturalmente, se l’investitore punta su un flusso cedolare come quello garantito dal Btp Valore il titolo in scadenza 2030 non andrebbe bene perché ha una dinamica cedolare decisamente inferiore.

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Ad ogni modo, le alternative di pari scadenza al BTp Valore in collocamento sono molteplici ed è difficile dire in assoluto cosa sia meglio anche perché molto dipende dall’atteggiamento dell’investitore (se ad esempio segue l’andamento del titolo per cederlo o vuole tenerlo fino a scadenza) oppure se ha necessità o preferenza di avere cedole (in questo caso il Btp Valore è allettante) se ha minusvalenze da scontare e quindi può anche fare affidamento sul recupero della tassazione. Quel che è certo è che in un portafoglio equilibrato servono strumenti finanziari che coprano dal rischio inflazione così come azioni e obbligazioni. Il peso specifico di ciascuna componente va studiato con l’aiuto di un consulente finanziario ma di certo il Btp Valore può svolgere una funzione interessante sia per il rendimento che offre sia per il flusso cedolare di importo significativo. Va comunque sottolineato che il Btp Valore, essendo rivolto alla sola clientela retail, non godrà della liquidità negli scambi consentita dai flussi degli investitori istituzionali, a differenza dei "classici" Btp.

Uno degli strumenti alternativi ai Btp più diffusi sono i Buoni Fruttiferi Postali, si tratta di uno strumento di investimento emesso e garantito da cassa depositi e prestiti, che gode degli stessi vantaggi del Btp, quindi una tassazione agevolata e garanzia di liquidazione da parte dello Stato, che tuttavia, offrono un rendimento fisso minore, che può andare dall'1,5 al 2,75 % a seconda della durata. Altro strumento di investimento alternativo ai Btp sono i Conti Deposito, strumenti bancari il cui obbiettivo è mettere a rendita i propri risparmi. Il funzionamento dei buoni deposito è molto simile a quello delle obbligazioni: di fatto si versa il denaro su un conto che può essere vincolato o non vincolato, quindi con la possibilità o meno di prelevare il denaro per un periodo di tempo e, la banca versa periodicamente un interesse su quel deposito, che nell'ultimo periodo ha raggiunto livelli mediamente più alti rispetto ai Btp e che attualmente si colloca intorno al 4% annuo.

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