Picker e driver sono le figure professionali particolarmente richieste in questi giorni nella grande distribuzione organizzata. L’emergenza Coronavirus ha modificato radicalmente il nostro modo di fare la spesa e, davanti alle scene di accaparramento nei supermercati a cui assistiamo in questo periodo, l’e-commerce ha affiancato il punto di vendita fisico diventando un importante alleato e gestendo migliaia di ordini che sono decuplicati in tutta Italia. ReStore è un’azienda con sede a Milano leader nell’e-commerce per la grande distruzione (Gdo). Circa il 30% del mercato online del grocery in Italia usa la piattaforma di eCommerce e i servizi i digital marketing di ReStore. L’azienda è composta da un team di professionisti nel settore del Marketing, Architetture IT scalabili e cloud, UX e sviluppo di nuovo business. Https:restore.shopping è sito internet nel quale si accede anche per inviare la propria candidatura considerando la volontà espressa dall’azienda di voler aumentare, proprio in questo periodo, il proprio organico.

In questa fase di emergenza la collaborazione tra l’e-commerce e il punto vendita fisico è fondamentale?

"Buona parte delle spese – risponde Barbara Labate (nella foto in basso a destra), Ceo di ReStore – vengono preparate nei punti vendita fisici, quindi devono essere luoghi sicuri per i clienti e per i picker. Inoltre devono assicurare la disponibilità della merce".

L’incremento della richiesta dei vostri servizi è accompagnata da un aumento dei vostri organici?

"Certo, stiamo raddoppiando sia i picker che il numero di furgoni a disposizione per le consegne".

E di quali figure avete bisogno?

"Sia dei picker che dei driver. I picker sono gli addetti che materialmente prelevano dallo scaffale del supermercato i prodotti ordinati dai nostri clienti e li inseriscono nelle buste della spesa, che vengono poi caricate sui fungoni per la consegna. A quel punto i driver effettuano le consegne a domicilio della spesa".

È innegabile il rilevante ruolo sociale ricoperto da queste figure professionali in questo delicato contesto, permettendo di semplificare le possibilità di accesso ai beni di prima necessità per anziani, disabili e famiglie con bambini piccoli, grazie al servizio di consegna a domicilio. Per evitare qualsiasi contatto con l’esterno, sono milioni gli italiani, infatti, che ormai da settimane hanno preso d’assalto gli store virtuali delle principali catene del Paese, con una penetrazione del +16%, mentre il 7% ha scelto la consegna a casa dai negozi. L’importo medio della spesa cresce del 26% e si fanno acquisti più attenti, per evitare di andare personalmente in negozio secondo un’indagine GfK.

Dato l’elevato numero di richieste, molte piattaforme di gestione ordini di spesa online della grande distribuzione sono andate in difficoltà non riuscendo a fare fronte alla domanda, quanto meno in tempi ragionevoli. "A differenza dei servizi di player di grandi dimensioni – continua Labate – il dato registrato dai punti vendita gestiti da ReStore, composto da catene di supermercati di piccole e medie dimensioni, gestiti da imprenditori locali, funzionano bene e continuano a rafforzare il proprio servizio garantendo una consegna rapida anche il giorno dopo. Se infatti, da un lato, le grandi catene stanno avendo dei problemi per la gestione della spesa online, dall’altro lato gli snelli processi decisionali dei nostri imprenditori locali, consentono il rapido adattamento alle nuove esigenze di eCommerce".

"Moltissime imprese – continua Labate – di piccole e medie dimensione che ci hanno affidato la gestione della spesa online, specialmente del centro e sud Italia, si sono riorganizzate con fluidità per far fronte al picco di spesa online, implementando il servizio e investendo in nuove risorse. Li abbiamo aiutati infatti ad aumentare il numero di furgoncini per la consegna della spesa, il numero di picker (i dipendenti che preparano le buste della spesa) e il numero di punti vendita che hanno aperto all’eCommerce. Nonna Isa, ad esempio, impresa socia di Gruppo VéGé, ha aperto in Sardegna sei nuovi punti vendita abilitati all’eCommerce e alla consegna a domicilio. Allo stesso modo anche con Pam abbiamo aumentato il numero di consegne su Milano e altre cinque città in tempo record. I tempi di consegna vanno da 1 ad un massimo di 7 giorni lavorativi. Inoltre, l’utilizzo del servizio di pick up, risulta vincente perché consente di evitare la fila e risparmiare tempo prezioso. Altre catene che stiamo aiutando a riorganizzarsi in questo senso sono dislocate su tutta la penisola".