Piazza Affari chiude un 2023 record. È la migliore borsa al mondo dopo il Nasdaq

L’indice Ftse Mib ha guadagnato il 28%, con valori che non si vedevano dal 2008. Unicredit il titolo più scambiato

Andrea Orcel, 60 anni, ceo di Unicredit

Andrea Orcel, 60 anni, ceo di Unicredit

Milano, 29 dicembre 2023 – Piazza Affari brinda a un 2023 da rally. L’indice Ftse Mib ha archiviato l’ultima seduta dell’anno poco sopra la parità (+0,07%), confermando un trend che, nei 12 mesi, ha fatto segnare un guadagno del 28% ed è arrivato a toccare i massimi degli ultimi 15 anni. Il top annuale è stato raggiunto a 30.427 punti l’11 dicembre, valori che non si registravano dal giugno 2008, prima della crisi dei mutui ‘subprime’. Fra le grandi piazze finanziarie internazionali solo Tokyo (+28%) ha tenuto il passo di Milano, mentre l’unica a far meglio è stata il Nasdaq di New York (+44,2%, maggiore guadagno annuale dal 2003).

L’andamento di quest’anno ha compensato i ribassi del 2022, in cui Piazza Affari aveva registrato la performance peggiore dal 2018. Tra i titoli quotati, i migliori a elevata capitalizzazione sono Leonardo (+84%) e Unicredit (+83%), mentre il peggiore è Diasorin (-26%), che ha frenato dopo i forti rialzi del settore durante la pandemia di Covid-19. Il comparto che ha performato di più è quello bancario, spinto dagli alti tassi d’interesse. Unicredit è l’azione più scambiata per controvalore, con un totale a 74 miliardi di euro.

Insomma è stato un 2023 da ricordare per Borsa Italiana, che può festeggiare altri risultati importanti: dal forte recupero della capitalizzazione alla crescita del numero delle società quotate, fino alla conferma della leadership europea per il Mot, il mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato. Secondo i dati di fine anno, che forniscono un quadro completo del listino azionario milanese, la capitalizzazione complessiva delle società quotate si attesta a 761 miliardi, pari al 39,4% del prodotto interno lordo italiano, contro i 626 miliardi registrati l’anno scorso, che equivalevano al 33,9% del Pil. Un incremento del 5,5% realizzato anche grazie alle 39 nuove ammissioni, delle quali 36 sono state Ipo, per un totale di 429 società quotate sui diversi mercati di Piazza Affari contro le 414 della fine dell’anno scorso.

La raccolta ha superato il miliardo e mezzo attraverso le Ipo, stabili gli scambi, che nel 2023 hanno raggiunto una media giornaliera di circa 2,3 miliardi di controvalore e oltre 270mila contratti. Confermata la leadership europea del Mot che, con 1.490 strumenti complessivamente quotati (157 titoli di Stato, 41 obbligazioni e 1.292 eurobond), ha superato i 31mila contratti al giorno (+64% rispetto al 2022), con una media giornaliera del controvalore di un miliardo (+58%).

Per Borsa Italiana si tratta di numeri importanti, raggiunti a due anni dall’integrazione con Euronext, che da parte sua conferma la leadership europea nella quotazione di titoli azionari e quella globale nei titoli di debito. Nel 2023 le nuove quotazioni per il gruppo paneuropeo sono state 64, con una capitalizzazione di mercato aggregata di 50 miliardi e 2,5 miliardi di capitali raccolti. Tredici le nuove quotazioni azionarie internazionali e oltre 350 gli emittenti che hanno raccolto complessivamente 23 miliardi di capitale. Oltre 9.500 le nuove quotazioni obbligazionarie, delle quali più di 450 relative a prodotti Esg.

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