Roma, 6 agosto 2019 - La Pernigotti è salva: sono stati firmati due accordi e il Mise assicura: non ci sono esuberi. In sostanza, la cooperativa torinese Spes rileverà il ramo d'azienda che produce il cioccolato e il torrone, e l'imprenditore Giordano Emendatori rileverà invece il ramo relativo ai preparati per i gelati. E la società di Novi Ligure sottolinea che "resterà titolare del marchio 'Pernigotti 1860', continuando la distribuzione e commercializzazione di cioccolato, praline, torrone e creme spalmabili". 

Il ministro e vicepremier Luigi Di Maio esulta: "E' stato un aggiunto un accordo storico in tempi record -  sottolinea al termine del tavolo al Mise - lo stabilimento Di Novi Ligure resterà aperto e non ci saranno esuberi tra i lavoratori". E il leader dei 5 stelle spiega: "Chi lavora per un marchio e lo rende grande del mondo non può essere licenziato. Se il marchio Pernigotti è grande nel mondo è grazie ai lavoratori. Tutti i lavoratori della Pernigotti continueranno a lavorare per Pernigotti e per altri marchi. Questo significa che possiamo aumentare l'occupazione. Pernigotti - conclude - è una crisi nata sotto questo governo ed è stato raggiunto un accordo in tempi record". E chiosa: ogni giorno, "in questi ministeri ci svegliamo e cerchiamo di risolvere un problema alla volta".

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I DUE ACCORDI - Sullo stabilimento Pernigotti di Novi Ligure sono stati siglati due accordi preliminari rispettivamente con Emendatori e Gruppo Spes. Il primo accordo è per la cessione del marchio "Maestri gelatieri" e per le relative strutture commerciali (21 dipendenti) e produttive (15) con inizio produzione dal 1 ottobre 2019. Il secondo è sulla reindustrializzazione della produzione di cioccolato e torrone. E' in fase di valutazione la possibilità che sia un unico soggetto aziendale (una newco) a gestire la produzione di Novi.

L'accordo raggiunto con Emendatori - spiega l'azianda - si basa sulla "cessione da parte di Pernigotti della divisione 'Ice & Pastry', che comprende la produzione e commercializzazione di basi ed ingredienti per gelati e prodotti di pasticceria, quello con il Gruppo Spes riguarda, invece, la produzione di cioccolato, praline e torroni nello stabilimento novese, tramite l'impiego del personale, dei macchinari e dello storico know-how di Pernigotti. Per entrambi gli accordi, il closing è previsto entro la fine del mese di settembre 2019". 
A partire dal 23 luglio scorso, inoltre, ricorda l'azienda, Pernigotti ha già ripreso la produzione presso lo stabilimento di Novi Ligure per la campagna commerciale del Natale 2019, richiamando al lavoro 110 lavoratori, tra dipendenti in Cassa Integrazione e somministrati".

MELONI ALL'ATTACCO - "Il cosiddetto decreto imprese del ministro Di Maio, come sempre, conferma l'incapacità del Movimento 5 stelle di affrontare le questioni industriali, non si parla in realtà di problemi delle imprese, si parla dei riders, il cui problema non viene risolto perché si mantiene il cottimo, si parla della Whirlpool a cui il ministro Di Maio aveva già detto che c'erano troppe risorse pubbliche date e vengono date ulteriori risorse pubbliche, si parla oggi della Pernigotti, ma il marchio rimane di proprietà dei turchi", dichiara la leader di FdI, Giorgia Meloni, al flash mob davanti al Mise. "Fratelli d'Italia - prosegue - chiede una politica industriale seria, chiediamo che nelle crisi aziendali vengano coinvolti anche soggetti pubblici come Cassa depositi e prestiti e Invitalia, perche' ci sono dei marchi che vanno difesi nell'interesse nazionale italiano, chiediamo il coinvolgimento del territorio, chiediamo che ci sia una politica industriale seria".

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