Genova in Florida promuove il diporto

È da sempre come il Super Bowl della nautica e l’All Star Game del diporto, perché negli States basta il nome – Fort Lauderdale – per evocare la passione per il mare del mercato che più di ogni altro al mondo la coltiva, la sfama, la prenota e la promuove. Insomma, era doveroso andarci. D’obbligo farlo presentandosi all’International Boat Show come l’Italia merita, Paese che si conferma primo produttore globale di barche sopra i 24 metri e unità pneumatiche sopra i 10 metri.

E così, nella ’Yachting capital of the world’, Confindustria Nautica, assieme a ICE, ha portato una nutrita delegazione di associati, prendendosi diversi riflettori tra i tanti che hanno acceso tra il 25 e il 29 ottobre il cielo della Florida, riuscendo a intercettare l’interesse di armatori, buyer, dealer e giornalisti accreditati ad un Salone considerato il più importante al mondo, da 1000 espositori, 1500 imbarcazione (per lo più in acqua) e oltre 100mila visitatori; e che alla sua 64esima edizione ha dato la misura del potenziale enorme che il Paese a stelle e strisce sa e può rappresentare per il Made in Italy, apprezzato oltre oceano per stile, bellezza, eleganza, know- how costruttivo, scelta di materiali innovativi e dotazione tecnologica che i nostri competitor non riescono a garantire.

Lo ricorda Stefano Pagani, direttore Ufficio Studi di Confindustria Nautica: "Quello americano è un mercato strategico per la nostra cantieristica. Nel 2022 l’export verso gli Stati Uniti è cresciuto di oltre il 30% rispetto all’anno precedente per un valore di circa 600 milioni di dollari. Ed è un mercato che cresce costantemente e senza interruzioni". Lo si è visto anche a Fort Lauderdale dove si è registrato un ulteriore sprint della domanda, con grandi soddisfazioni per gli operatori di casa nostra, presenza peraltro impreziosita da una serata al Bahia Mar Fort Lauderdale Beach che ha permesso di promuovere l’edizione 2024 del Salone Nautico di Genova, appuntamento imprescindibile per conoscere tipologia, qualità e valore della produzione nautica italiana.

E se una leadership internazionale va continuamente rafforzata, non fa specie che al rendez-vous nautico successivo, il METStrade che si è appena concluso ad Amsterdam, la collettiva italiana sempre guidata da Confindustria Nautica e ICE sia risultata, al solito, la più ampia e visibile, e abbia coinvolto non meno di una sessantina di nostre aziende, interessate a presenziare ad una manifestazione B2B considerata la più importante a livello globale per l’accessoristica e la componentistica.

Con una chicca non da poco per l’Italia, peraltro sollecitata proprio dagli organizzatori: attribuire ad una personalità autorevole della nostra nautica il compito di aprire ufficialmente la rassegna tenendo il discorso principale, il 15 novembre scorso, al Breakfast Briefing. Privilegio assegnato a Massimo Perotti, presidente e Ceo del gruppo Sanlorenzo che è uno dei gioielli assoluti della cantieristica italiana nel mondo, intervento che ha visto il past president di Confindustria Nautica dedicare ampio spazio alla transizione dell’industria del diporto verso la carbon neutrality e confermare un’attenzione alla sostenibilità diventata uno degli aspetti distintivi della nostra produzione. Una sorta di manifesto. L’Italia non si accontenta di un presente che la vede eccellere nello yachting per vendite e reputazione. Prenota il futuro per primeggiare anche per attenzione all’ambiente e scelte virtuose.

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