Roma, 29 dicembre 2017 - Il bonus bebè, sia pure nella versione ridotta, è con tutta probabilità la misura più nota. Ma non è il solo intervento del pacchetto famiglia della manovra. Nel menù rientrano molteplici misure, più o meno consistenti, che possono portare qualche forma di alleggerimento del carico fiscale o dei costi dei nuclei familiari. A cominciare dall’aumento, ma dal 2019, della soglia entro la quale i figli sono considerati a carico. Fino allo stesso Rei, il Reddito di inclusione, che ha come primo target proprio le famiglie numerose in condizione di povertà assoluta. Ma vediamo in sintesi i benefit che scatteranno dal primo gennaio, con qualche rinvio di partenza all’anno successivo. 
 
L’assegno per i nuovi nati è stato rinnovato per il 2018 non più nella formula triennale, ma solo per il primo anno di vita del bambino. Si tratta di circa 80 euro mensili destinati alle famiglie con un reddito Isee sotto i 25.000 euro l’anno. I risparmi della sforbiciata sono stati utilizzati, però, anche per finanziare l’aumento del livello di esenzione fiscale per i figli. Dal 2019, infatti, crescerà da 2.840 a 4.000 euro il tetto di reddito entro il quale i ragazzi fino a 24 anni che lavorano sono considerati ancora fiscalmente a carico. 

Di rilievo, lo stanziamento di circa 60 milioni per tre anni per sostenere l’attività dei «caregiver», che vengono definiti giuridicamente per la prima volta: come coloro che si prendono cura del coniuge, di un convivente di fatto in un’unione civile, di un familiare entro il terzo grado a causa di infermità, malattia o disabilità. Le modalità di utilizzo delle risorse indicate devono essere fissate con un decreto ministeriale, ma si prevede che possano servire per sostenere l’assistenza, per «coprire» i contributi figurativi previdenziali, per finanziare i permessi lavorativi. E, d’altra parte, sempre sul versante dell’attività di cura è previsto uno sconto sui contributi per andare in pensione con l’Ape social per le mamme lavoratrici: un anno per figlio con un tetto di 2 anni. Quanto al contrasto della povertà, il nuovo strumento partito a dicembre, il cosiddetto Rei, potrà contare su un incremento delle risorse a disposizione: che aumenteranno di 300 milioni nel 2018, di 700 nel 2019 e di 900 milioni nel 2020. L’effetto sarà quello di un’estensione della platea dei beneficiari e di un aumento dello stesso Reddito di inclusione, che sarà variabile a seconda di più fattori, il primo dei quali riguarda proprio la presenza nei nuclei familiari di figli minori. 
 
Al capitolo famiglia, infine, sono da ascrivere, per esempio, anche la detraibilità al 19% per le spese sostenute per acquistare abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. L’abbonamento a bus e treno potrebbe diventare come il ticket restaurant: se il datore di lavoro lo paga al proprio dipendente o a un suo familiare, in base ad accordi stipulati con i sindacati l’importo di questo non entrerà a far parte del reddito e quindi non sarà tassata. I diciottenni potranno contare per altri due anni della card da 500 euro. Proroga anche per il bonus Stradivari, per gli studenti di licei musicali e conservatori per l’acquisto di strumenti nuovi.