Recupero delle acque di scarto e zero rifiuti: la sostenibilità al centro dei processi produttivi

GLI INVESTIMENTI di Imprima a favore di una stampa tessile sempre più sostenibile sono stati una priorità per il Gruppo...

Recupero delle acque di scarto e zero rifiuti: la sostenibilità al centro dei processi produttivi

Recupero delle acque di scarto e zero rifiuti: la sostenibilità al centro dei processi produttivi

GLI INVESTIMENTI di Imprima a favore di una stampa tessile sempre più sostenibile sono stati una priorità per il Gruppo fin dalla fondazione e, negli anni, hanno permesso di ottenere numerose certificazioni internazionali che dimostrano il suo impegno lungo tutta la filiera. "La Iso 14001 – precisa l’azienda – è una delle più prestigiose certificazioni di processo, che esamina tutte le fasi della produzione e che richiede per la riconferma un miglioramento ogni anno dell’impatto ambientale delle organizzazioni, innovando costantemente. Un impegno importante che può portare anche a modificare da un anno all’altro i cicli produttivi, ma è una sfida che Imprima affronta volentieri con la consapevolezza dell’importanza di un’industria più sostenibile".

Quest’anno è stato avviato negli stabilimenti di Bulgarograsso e Lonate Pozzolo un innovativo progetto per il recupero delle acque di scarto del processo osmotico – con un potenziale di oltre 12 milioni di litri – che vengono riutilizzate per il lavaggio dei tappeti di stampa. In questo modo si riduce il prelievo idrico complessivo degli impianti, utilizzando più volte l’acqua già inserita nel circuito, prima di rilasciarla opportunamente depurata. Nell’ottica di un continuo miglioramento della sostenibilità di Imprima, sono inoltre in fase sperimentale diversi progetti per un migliore riutilizzo dei materiali di scarto, anche se il tessuto residuo che rimane dopo i processi di produzione in Imprima è già ridotto al minimo. Ma gli sforzi del Gruppo, in linea con lo spirito della certificazione Iso 14001 e con le direttive comunitarie dell’Unione Europea, sono rivolti proprio a migliorare progressivamente e sempre di più una situazione di partenza già estremamente attenta a un uso consapevole di energia, acqua e materia prima. L’intenzione di Imprima è di arrivare a riutilizzare gran parte dei residui dai processi di lavorazione all’interno dei propri impianti e di destinare il rimanente ad usi in altri settori, con l’obiettivo di arrivare al 100% di utilizzo della materia prima, senza nessun avanzo residuo. "La materia prima di cui si serve il Gruppo – precisa ancora l’azienda – vanta inoltre numerose certificazioni di prodotto, che garantiscono l’assenza di sfruttamento nei Paesi d’origine, la qualità del riciclato, la tracciabilità del prodotto".

Ad esempio la certificazione Ocs assicura il contenuto di fibre naturali da agricoltura biologica nei prodotti tessili, sia intermedi che finiti, mentre quella GRS è riconosciuta come il più importante standard internazionale per la produzione sostenibile di indumenti e prodotti tessili realizzati con materiali da riciclo e garantisce prodotti contenenti almeno il 20% di materiale da riciclo pre-consumo e post-consumo. "L’ampio portafoglio di certificazioni di Imprima consente ai clienti di affidarsi a prodotti dall’origine tracciata e controllata".

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