Mercoledì 17 Aprile 2024

"Qui c’è il motore del cambiamento"

TUTTI PARLANO di sostenibilità, ma anche le scelte in materia di responsabilità sociale e sostenibilità di pubblico e impresa hanno...

TUTTI PARLANO di sostenibilità, ma anche le scelte in materia di responsabilità sociale e sostenibilità di pubblico e impresa hanno un costo. Parlerà di questo Luciano Monti, Senior Fellow Luiss School of Government e docente di Politiche dell’Unione europea alla Luiss Guido Carli, dialogando con Armando Stella, vicedirettore del Giorno, all’interno dell’appuntamento "Le sfide dei territori e dei distretti italiani", domani a Bergamo. "Di sostenibilità si parla almeno dagli anni Settanta e la sua apparizione, come tema è da attribuire alle iniziative del Club di Roma, fondato e presieduto dall’italiano Aurelio Peccei".

Il punto di riferimento per parlare di questo argomento ampio rimane infatti uno studio promosso nel 1972, ricorda Monti "dal titolo emblematico, ‘I limiti della crescita’, improntato alla tutela del capitale naturale e dei suoi servizi ecosistemici minacciati dalla prepotente attività dell’uomo. L’obiettivo successivo è stato quello di delineare una sorta di bilancio ambientale capace di integrarsi con quello prettamente economico degli Stati, cercando di immaginare uno sviluppo che valorizzasse entrambe le dimensioni, definibile quindi sostenibile". Nel mondo di oggi, nel quale tante cose sono cambiate, la sostenibilità, parola spesso abusata, è in realtà il vero motore del cambiamento, come sottolinea Luciano Monti "Le proteste degli agricoltori, formalmente accese da estemporanei e tutto sommato limitati e limitabili aggravi fiscali, cioè l’Irpef su redditi dominicali e agrari di coltivatori diretti e imprenditori agricoli e le accise sul carburante agricolo in Francia, sono solo la punta di un iceberg di diffusa preoccupazione sulla sostenibilità dei costi, per adattarsi ai mutamenti climatici e alle deglobalizzazione. La preoccupazione degli agricoltori credo sia condivisa dagli operatori di altri comparti, magari meno rumorosi, ugualmente fondamentali per l’economia del nostro paese e raccolti nei vari distretti industriali".

Fra i distretti c’è quello della gomma, racchiuso per oltre l’80% della produzione e del fatturato nelle province di Bergamo e di Brescia, vero parametro di riferimento mondiale, quanto a qualità e modello produttivo, ma anche di etica del lavoro. Temi di sviluppo sociale e economico che Monti auspica "saranno al centro dell’agenda della prossima Commissione europea".

Le. Ma.

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