Passerella green. I filati d’alta moda fashion e riciclati di Clerici Tessuto

SONO STATI INSERITI, assieme ad altri 11 grandi nomi dell’imprenditoria italiana (marchi del calibro di Asdomar, Amplifon, Esselunga, Korff e...

Passerella green. I filati d’alta moda fashion e riciclati di Clerici Tessuto

Passerella green. I filati d’alta moda fashion e riciclati di Clerici Tessuto

SONO STATI INSERITI, assieme ad altri 11 grandi nomi dell’imprenditoria italiana (marchi del calibro di Asdomar, Amplifon, Esselunga, Korff e Yamamay), nell’ambita classifica denominata “Index future respect 2023“. La graduatoria - stilata da ConsumerLab, centro studi specializzato in sostenibilità, cui aderiscono le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adoc e Confconsumatori – premia ogni anno 12 aziende, operanti in Italia, particolarmente attive sul fronte della sostenibilità. Clerici Tessuto, azienda tessile comasca nata nel 1922, è stata menzionata sia per l’efficacia e la trasparenza del suo bilancio di sostenibilità, sia per le iniziative messe in atto a tutela dell’ambiente e del territorio.

La commissione valutatrice, composta da esperti del settore e da un gruppo di consumatori, ha analizzato i contenuti di ben 3.500 bilanci di sostenibilità, delineando poi una classifica in base a svariati criteri di valutazione, fra cui l’esaustività e la completezza dei report, l’incisività, la leggibilità e, in definitiva, la capacità di coinvolgere attivamente i cittadini. "L’obiettivo di fondo dell’Index future respect è sensibilizzare i consumatori sull’importanza di verificare attentamente le modalità con cui le imprese hanno cura dei criteri ambientali, sociali e di condotta descritti nei loro bilanci di sostenibilità – spiega il coordinatore di ConsumerLab, Francesco Tamburella – La grande partecipazione di pubblico dimostra come un report di sostenibilità chiaro e ordinato, comunicato in maniera mirata, sia in grado di influenzare l’opinione dei consumatori al pari di pubblicità e testimonial. Il miglior rapporto prezzo-qualità non basta più: conta anche la reputazione, costruita con esempi di azioni esemplari, tali da generare impatti riscontrabili e ricadute positive su territorio, comunità e mercato".

A distanza di un secolo dalla sua fondazione, avvenuta a Grandate – dove ha tuttora sede il quartier generale del gruppo – la storica azienda tessile si è dimostrata una delle più all’avanguardia nella programmazione di strategie di sostenibilità ambientale, sociale ed etica, come risulta dal bilancio presentato lo scorso settembre, relativo all’anno 2022. L’azienda ha adottato misure per l’efficienza energetica in tutte le strutture produttive e ottimizzato l’uso di risorse idriche, registrando un consumo di energia inferiore dell’11% rispetto al 2021. È stato, inoltre, incrementato l’uso di filati sostenibili o riciclati nelle collezioni. Tra le iniziative a sostegno della comunità locale emerge il “Progetto academy“: un percorso formativo pilota, in partnership con l’ente di formazione accreditato “Starting work“, finalizzato a fornire, a giovani diplomati, competenze mirate per lavorare nel distretto tessile comasco.

"Siamo orgogliosi dei progressi che Clerici Tessuto ha registrato nel corso dell’esercizio 2022, come testimoniato dalla seconda edizione del nostro bilancio di sostenibilità - dichiara Stefano Bernasconi, amministratore delegato di Clerici Tessuto -. La celebrazione dei 100 anni di attività, proprio nel 2022, ha dimostrato la capacità di questa azienda di saper unire lo sforzo costante verso l’innovazione alla valorizzazione di un’eredità prestigiosa. Abbiamo continuato a investire sia sulle nostre persone, depositarie di quel know-how e di quella capacità creativa che, sempre di più, rappresentano un asset competitivo fondamentale, sia sulla formazione di nuovi talenti. Il nostro sguardo è sempre rivolto al futuro: desideriamo mantenere gli standard di eccellenza che hanno reso Clerici Tessuto punto di riferimento per i maggiori brand del lusso". A proposito di sguardo proiettato al futuro, nel 2023 Clerici Tessuto ha aderito a Retex.Green, il nuovo consorzio per l’economia circolare, promosso da Sistema moda Italia e Fondazione del tessile italiano con l’obiettivo di ripensare l’industria della moda – attualmente una delle più inquinanti al mondo – e renderla circolare al 100%. Retex.Green è una rete per la gestione dei rifiuti “fine vita“ dei comparti abbigliamento, tessile-casa, calzature e pelletteria, ideata dagli stessi produttori per attuare la normativa europea sulla responsabilità estesa del produttore (denominata Epr – Extended producer responsibility). Secondo le regole dettate dall’Europa, oggi applicate anche in Italia, i nuovi protagonisti dell’economia circolare sono appunto i produttori, cioè i soggetti che immettono i prodotti sul mercato. La responsabilità dei produttori viene, dunque, estesa a tutti i rifiuti generati dalla loro attività.

Nel nostro Paese esistono da anni organizzazioni già attive secondo questa formula per alcuni prodotti specifici (gli imballaggi, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, gli pneumatici, etc.), ma la novità del regime Erp è che esso investe tutti i principali settori della produzione di beni, con particolare attenzione, da parte dell’Europa, alle filiere del tessile-abbigliamento. Retex.Green promuove, inoltre, l’eco-design e lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia di riuso e riciclo: nella sua mission, infatti, è riconosciuta la volontà di “trainare il sistema moda verso una sostenibilità innovativa“. Punta, infine, a una circolarità scalabile e misurabile, offrendo – in qualità di sistema collettivo - un supporto concreto alle aziende italiane che, d’ora in poi, dovranno confrontarsi con un quadro normativo completamente nuovo.

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