Lunedì 22 Aprile 2024

Ora il condominio offre agli inquilini servizi wellness e l’infermiere

NON SEMPLICI condomini, ma comunità in grado di offrire spazi e servizi in condivisione. Sono quelle create da Investire Sgr...

Ora il condominio offre agli inquilini servizi wellness e l’infermiere

Ora il condominio offre agli inquilini servizi wellness e l’infermiere

NON SEMPLICI condomini, ma comunità in grado di offrire spazi e servizi in condivisione. Sono quelle create da Investire Sgr (Gruppo Banca Finnat) e Abitare Toscana che, tramite il fondo Housing Toscano, stanno sperimentando diversi progetti all’avanguardia in varie zone della regione. In linea con quanto previsto dalla missione 6 del Pnrr e dalla filosofia delle case di comunità, l’iniziativa punta a fornire un primo presidio di wellness, una sorta di scala domestica della cosiddetta sanità di prossimità. In parole più semplici, ogni condominio diventa un ecosistema di servizi (reali e digitali) dedicati agli anziani, ma anche a chi ha problemi cronici o temporanei, o ancora si sta riprendendo da un infortunio. Si va dall’infermiere di prossimità agli spazi di lettura condivisi, dal telecontrollo allo spazio per il fai-da-te: il tutto prevedendo una sorta di onere accessorio condominiale, al pari di quello che normalmente scatta per il giardiniere o la portineria. Gli immobili in cui si svolgono le attività sono di proprietà del Fondo housing toscano (Fht); Investire Sgr ne gestisce la parte finanziaria, Abitare Toscana ne è il gestore sociale. L’ultimo nato è Lux Living, il “social housing“ di Montelupo Fiorentino (Firenze), attivo dalla fine del 2022. Gli alloggi sono privati, non usufruiscono di contributi pubblici, ma vengono comunque assegnati a soggetti in possesso di requisiti fissati dalla convenzione con il Comune. L’80% delle 107 unità immobiliari è stato assegnato: nel 90% dei casi in locazione con un avviso pubblico a cura del Comune; nel 5% in proprietà e per un altro 5% in affitto a enti del terzo settore.

In quest’ultimo caso, gli appartamenti sono destinati ad anziani e a persone che hanno avuto problemi di salute (senior housing e post acuzie) individuate all’interno di bandi finanziati dal Pnrr e gestiti dalla Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa. Ma gli hub territoriali dell’urban housing, sviluppati dal Fondo Housing Toscano sono molti di più: a Firenze c’è Osteria Social Club; a Scandicci (Firenze) Pieve degli Orti; a Sesto Fiorentino lo ’Smart Village’; a Prato Gello Living; a Pistoia Belvedere in Housing (in consegna); a Piombino Living (in ultimazione); a Pisa il Borgo San Martino (in realizzazione). Ma chi sono le realtà coinvolte nel progetto? "InvestiRe SGR è uno dei principali operatori real estate in Italia con oltre 20 anni di esperienza nel settore, spiega il fund manager, Diego Brescianini – ed è partner di Cassa depositi e prestiti su fondi e investimenti sull’abitare sociale. Gestiamo oltre 1 miliardo di euro di investimenti, dopo essere partiti dieci anni fa con l’esperienza dell’edilizia residenziale sociale (il cosiddetto social housing), alloggi in affitto a basso costo (con un ribasso del 20-30% rispetto al libero mercato). Nel tempo ci siamo evoluti, aggiungendo luoghi in cui sviluppare socialità, come biblioteche, ludoteche, utensilerie. Un altro step è stato l’inserimento di un gestore sociale (nel caso nostro Abitare Toscana) per strutturare questi spazi, seguito dal coinvolgimento del terzo settore. Infine, col Covid, abbiamo creato una serie di strumenti per garantire aiuto durante lockdown, monitoraggio e teleassistenza. Più recentemente, si è inserita l’opportunità del Pnrr, con le progettualità delle case comunità e strutture simili". Diverse le tipologie di utenze alla quali si rivolgono questi appartamenti.

"L’idea promossa insieme a Cassa depositi e prestiti nell’ambito del Fondo Nazionale Abitare Sociale ’Fnas’ è nata per chi ha delle cronicità – continua Brescianini - ma non è necessariamente riservata agli over 65. Il nostro obiettivo è rendere il progetto sempre più intergenerazionale. In Toscana possiamo contare anche sul Fondo Housing Toscano, sostenuto da un investimento importante della Regione, per un totale complessivo di 8 milioni di euro dal 2014 a oggi con un programma di oltre 1.200 alloggi di social housing". Buoni i dati sull’andamento del progetto, che conta il 98% di occupazione degli appartamenti; meno di 30 giorni di tempo per la rioccupazione dopo l’uscita del locatario e un dato inferiore al 5% di morosità.

"Le risorse della Regione Toscana sono state il volano per ottenere il coinvolgimento anche della Fondazione Cr Firenze e da soggetti terzo settore – ha detto Tancredi Attinà, Ad di Abitare Toscana - per l’integrazione di target specifici, come il supporto alla disabilità cognitiva. A monte di ogni iniziativa ci sono convenzioni scritte con i Comuni, che individuano i requisiti per l’accesso, principalmente un Isee inferiore ai 35mila euro e un rapporto non superiore al 30% fra canone locativo e reddito della famiglia. Sempre nelle convenzioni, vengono inseriti i criteri di assegnazione per giovani coppie, anziani, nuclei familiari monogenitoriali. Progetti simili sono allo studio anche a livello nazionale nei prossimi mesi. Oggi in Italia l’housing sociale fa principalmente riferimento al Fondo Nazionale per l’Abitare Fia, gestito da Cassa Depositi e Prestiti Real Asset Sgr Spa, e ideato per incrementare l’offerta di unità immobiliari a canone calmierato e vendita convenzionata, a integrazione delle politiche degli enti locali sull’emergenza abitativa. Con investimenti di oltre 3 miliardi grazie al Fia sono state costruite o sono in fase di realizzazione 20mila unità immobiliari sostenibili, con 8.500 posti letto a regime; per oltre 2,5 milioni di mq e 270 progetti in 100 comuni". Insomma il condominio con servizi in comune potrebbe diventare una formula sempre più diffusa. E non solo per la terza età.

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