L’anno più amaro per il miele italiano: "Raccolti incerti e costi troppo alti"

SI DEFINISCONO "coltivatori di biodiversità" e non potrebbe esserci, probabilmente, definizione più calzante, dal momento che si prendono cura delle...

L’anno più amaro per il miele italiano: "Raccolti incerti e costi troppo alti"

L’anno più amaro per il miele italiano: "Raccolti incerti e costi troppo alti"

SI DEFINISCONO "coltivatori di biodiversità" e non potrebbe esserci, probabilmente, definizione più calzante, dal momento che si prendono cura delle api, piccoli insetti impollinatori in grado di contribuire alla sopravvivenza di oltre l’80% delle specie vegetali presenti sulla Terra, nonché di garantire circa il 35% della produzione globale di cibo. Conapi (Consorzio nazionale apicoltori) è attualmente la principale cooperativa di apicoltori in Italia e una delle più importanti al mondo. Può contare, infatti, su un patrimonio complessivo di oltre 600 apicoltori, 100mila alveari (il 45% bio) e una produzione totale di circa 30.000 quintali all’anno di miele (di cui, a seconda delle stagioni, da 2.000 a 2.500 conferiti dai soci apicoltori). Nelle scorse settimane, l’Assemblea della cooperativa ha approvato il bilancio d’esercizio 2022/2023, chiuso il 30 giugno 2023 con un fatturato di 23 milioni di euro, di cui 20,5 milioni di euro relativi alle produzioni caratteristiche. È stato inoltre annunciato un piano di investimenti da concludere entro l’anno, pari a 3 milioni di euro, finalizzato al potenziamento del core business del Consorzio: la produzione di miele di alta qualità.

In particolare, il pacchetto di investimenti, messo in atto con il contributo parziale del Psr (Programma di sviluppo rurale della regione Emilia-Romagna), ha l’obiettivo di rendere più competitivo e sostenibile il sito produttivo di Monterenzio nell’Appennino bolognese: entro la fine del 2024, infatti, sarà realizzato un nuovo magazzino di 2600 metri quadri, dedicato allo stoccaggio delle produzioni conferite. A ciò si aggiunge l’acquisto di una nuova linea di confezionamento e il miglioramento di una parte dei processi produttivi, volti all’efficientamento dei costi. E sono già in corso interventi di messa in sicurezza, dal punto di vista sismico e di efficientamento energetico, di tutto lo stabilimento. Non solo: grazie a fondi Pnrr, erogati dal ministero dell’Agricoltura nell’ambito del bando relativo al ‘Parco agrisolare’, si stanno realizzando nuove superfici di fotovoltaico per 500 kwh, destinate a coprire circa il 38% del fabbisogno energetico complessivo. "Il momento storico incerto – commenta il direttore generale di Conapi, Nicoletta Maffini (nella foto sopra)- ha spronato il Cda a promuovere il piano di investimenti, che consentirà alla cooperativa di rendere efficienti i processi produttivi, presidiare ulteriormente i mercati e raggiungere nuovi standard di sostenibilità ambientale. Auspichiamo che l’offerta di nuovi prodotti, volti a valorizzare il miele italiano dei soci, possa contribuire a un significativo incremento di fatturato. L’obiettivo è aumentare la nostra competitività ed entrare in nuovi canali di vendita per quanto riguarda il mercato domestico, oltre che in nuovi mercati esteri".

La stagione 2022, che rientra in questo bilancio, è stata decisamente più abbondante, con una media produttiva per alveare di 16/18 kg. A differenza del 2021, i raccolti primaverili di acacia e agrumi sono stati positivi, così come il castagno, mentre la siccità estiva ha determinato un aggravamento della carenza di millefiori, già presente negli anni scorsi. Il conferimento complessivo del 2022 è stato pari a 24mila quintali. La resa positiva della campagna 2022 di acacia ha permesso di offrire al mercato una maggior quantità di prodotto italiano, a differenza di annate in cui gran parte dell’approvvigionamento è stato assicurato dai soci presenti in Spagna e in Ungheria. Purtroppo, la campagna successiva (2023) si è rivelata, invece, deludente, specialmente per l’acacia. Conapi ha definito il conferimento complessivo del 2023 "insoddisfacente" e "preoccupante per il futuro dell’apicoltura italiana".

"L’impennata dei costi di gestione delle aziende apistiche dei soci, i raccolti incerti, l’attuale contrazione del mercato (incapace di assorbire il costo reale della produzione) e, soprattutto, il grave problema della massiccia presenza di falso miele, creano parecchie criticità – dichiara il presidente della cooperativa Giorgio Baracani -. Il raccolto 2023 ha segnato per l’acacia una produttività media di appena 4 kg/alveare: diventa dunque fondamentale attivare e potenziare un sistema di tutela dell’apicoltura che deve diventare una voce importante nell’agenda politica nazionale ed europea. In tal senso, lo strumento assicurativo a copertura dei mancati raccolti, attivato nel 2023, sta cominciando a dare i primi risultati. Insieme ai consiglieri, nelle prossime settimane, definiremo il nuovo piano strategico per il triennio 2024/2027".

La filosofia produttiva di Conapi è da sempre improntata sul rispetto della biodiversità, da un lato, con la promozione del biologico e delle produzioni regionali ed equo solidali; dall’altro, attraverso l’implementazione di tecniche di lavorazione attente all’ambiente e la scelta di materiali e packaging innovativi e biodegradabili. La riduzione degli imballi e la loro biodegradabilità sono obiettivi prioritari. L’impegno etico e di divulgazione del valore dell’apicoltura va ben oltre la produzione di prodotti apistici: il consorzio è impegnato, infatti, nella realizzazione di attività didattiche e formative per bambini e adulti e ha dato vita, a Monterenzio, al ‘Parco delle api e del miele’ (visitabile da metà aprile, compatibilmente con le condizioni meteo).

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