La coop fondata da nove donne ora è un modello di emancipazione

REGOLARIZZARE LA PROPRIA posizione lavorativa, un’esigenza ancora attualissima per molte persone che si dibattono nelle sabbie mobili dell’occupazione e che...

La coop fondata da nove donne  ora è un modello di emancipazione
La coop fondata da nove donne ora è un modello di emancipazione

REGOLARIZZARE LA PROPRIA posizione lavorativa, un’esigenza ancora attualissima per molte persone che si dibattono nelle sabbie mobili dell’occupazione e che sperano, appunto, di dare prospettive alle proprie attività. La stessa esigenza, ancora attualissima, che cinquant’anni fa, nel novembre del 1973, avvertirono nove donne ternane all’epoca impegnate nelle pulizie e che decisero di dare stabilità alle mansioni svolte, anche in una prospettiva futura. E, lo dicono i fatti, fecero la scelta giusta. Matilde Arca, Franca Petrollini, Maria Testa, Andreina Innocenzi, Clara Menciotti, Flora Dottarelli, Seconda Rossini, Floriana Polidori e Francesca Grasselli: questi i nomi delle “pioniere“ della cooperazione a Terni, che raggiunsero l’ufficio del notaio Carlo Moretti, in via del Mercato, e costituirono la “Cooperativa operai servizi pulizia”. Una svolta, in quei primi anni Settanta, i cui effetti si avvertono mezzo secolo dopo.

Oggi la Cosp Tecno Service conta 1300 dipendenti, fattura 56 milioni, ha un patrimonio di oltre 11 milioni, si avvale di 440 mezzi e opera in diverse regioni italiane nell’ecologia e nel multiservizi, logistica e raccolta differenziata, quest’ultima in 24 Comuni della provincia ternana, in alcuni del Lazio e a Matera, città premiata da Legambiente come capoluogo più “riciclone” dell’Italia del Sud nel 2022.

"Cosp nasce dall’esigenza pratica di nove ternane di regolarizzare la posizione lavorativa – così il presidente Danilo Valenti (nella foto sopra), che è anche a capo di Legacoop Umbria –. Erano operaie che lavoravano in autonomia e sentirono il bisogno di regolarizzare le mansioni e l’attività svolta, costituendo un’impresa cooperativa di pulizie. Diventarono socie lavoratrici e scrissero la prima, decisiva pagina della nostra storia". Un’esigenza, quella della regolarizzazione lavorativa, che resta attualissima, purtroppo. "L’impresa cooperativa è ancora oggi un modello moderno e adeguato – continua il manager Valenti –. Basti pensare che in Umbria Legacoop sostiene quindici cooperative “start-up“: si tratta di realtà aziendali che erano in crisi, che si avviavano alla dismissione e alla chiusura, e che oggi, invece, fatturano complessivamente oltre 85 milioni di euro, occupando ben 460 soci lavoratori.

"Aziende in difficoltà che sarebbero scomparse e che invece, grazie ai lavoratori che si sono costituiti in cooperativa, continuano ad operare nei relativi mercati di riferimento. Realtà rinate, alcune delle quali hanno investito risorse importanti in impianti e attrezzature, perché la cooperativa, non bisogna mai dimenticarlo, è un’impresa a tutti gli effetti". Alle aziende si chiede sempre più un “investimento“ sul welfare interno che contrasti il disagio sociale esterno, la Cosp come risponde? "Etica e solidarietà sono le fondamenta dell’impresa cooperativa, i soci lavoratori scommettono su se stessi e sono imprenditori di se stessi. Ma come detto la cooperativa è un’impresa come tutte le altre, che sta dentro al mercato e segue il mercato in termini di innovazione e sostenibilità. Cosp negli anni ha investito molto in sostenibilità, intesa anche come organizzazione del lavoro. C’è un rapporto interno di sostenibilità che garantisce le persone, che poi è l’obiettivo primario della cooperazione. Non a caso Cosp, oltre alla certificazione ambientale e di bilancio, può contare sulle certificazioni anticorruzione, etica e di legalità".

Lo scorso primo dicembre, in occasione dei cinquant’anni di Cosp, al Teatro Secci di Terni c’è stato dibattito pubblico sul tema “L’esempio di Cosp Tecno Service. L’attualità del modello cooperativo” a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’economista Carlo Cottarelli, la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini.

"La storia di Cosp - dichiarò in quell’occasione il presidente Valenti - dimostra che i valori e le regole del modello cooperativo sono in grado di resistere all’usura del tempo e soprattutto costituiscono un valore aggiunto per affrontare il futuro. Ora abbiamo davanti la sfida della sostenibilità, che per un’impresa vuol dire fare oggi per costruire il domani: siamo una cooperativa e la nostra identità ci rende attrezzati per tutto questo. "L’impresa cooperativa – affermò il presidente di Legacoop, Gamberini - mette al centro le persone e vede gli utili non come un fine, ma come lo strumento per realizzare lo scopo mutualistico, cioè un’equa distribuzione del valore ai soci, ai lavoratori, alle comunità. Questa è la nostra identità distintiva, l’ispirazione costante del nostro agire imprenditoriale, il senso profondo della funzione sociale che ci viene riconosciuta dalla Costituzione. Nei suoi 50 anni di attività, Cosp ha seguito questa ispirazione, facendone la leva per un positivo percorso di crescita".

Un percorso cominciato da quelle nove lavoratrici ternane che all’inizio degli anni settanta si unirono in cooperativa per fare delle “pulizie“ un’attività stabile, strutturata, organizzata e che guardava al futuro. Videro “lungo“ e videro giusto.

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