Il Lambrusco tornerà “frizzante“ anche all’estero

È IL ROSSO CHE CREA un’atmosfera di allegria, che fa innamorare tutti, dai giovani in sù. Il Lambrusco rimane il...

Il Lambrusco tornerà “frizzante“ anche all’estero
Il Lambrusco tornerà “frizzante“ anche all’estero

È IL ROSSO CHE CREA un’atmosfera di allegria, che fa innamorare tutti, dai giovani in sù. Il Lambrusco rimane il vino italiano forse più conosciuto al mondo, l’alter ego del Prosecco se guardiamo ai grandi numeri. Nel 2024 il Consorzio di tutela ha come obiettivo quello di recuperare una leggera flessione dei volumi registrati nell’anno appena chiuso, circa il 10%, che non è un vero allarme ma un segnale che nella macchina bisogna registrare qualcosa. Per questo l’organismo di tutela punta a rafforzare le attività di promozione e comunicazione non solo in Italia ma anche all’estero dove viene venduto circa il 60% del prodotto imbottigliato tra Doc (in modo particolare) e Igt.

Il Lambrusco infatti piace soprattutto negli Stati Uniti e a scalare Messico, Germania, Francia, Spagna, Paesi Est Europa, Centro e Sud America, che rappresentano i principali mercati. Il Consorzio rappresenta 70 produttori e otto denominazioni tra Modena e Reggio Emilia che sono il cuore di produzione delle bollicine rosse: Modena Doc, Lambrusco di Sorbara Doc, Lambrusco Grasparossa di Castel vetro Doc, Lambrusco Salamino di Santa Croce Doc, Reggiano Doc, Colli di Scandiano e di Canossa Doc, oltre a Reno Doc e Bianco di Castelfranco Emilia Igt. Un totale di circa 16.600 ettari vitati nelle due province, di cui circa 10.000 dedicati al Lambrusco, e una produzione che, nel 2022 si è attestata su oltre 40 milioni di bottiglie di Lambrusco Doc. In aggiunta a questi quantitativi, vanno considerati 107 milioni di bottiglie di Lambrusco Emilia Igt, che rientrano nell’ambito del Consorzio tutela Vini Emilia. "Il Lambrusco è il vino italiano presente in più Paesi al mondo, oltre 90 - dice il presidente Consorzio tutela Lambrusco, Claudio Biondi (nella foto sopra a sinistra) – e se abbiamo raggiunto questo risultato a livello internazionale lo dobbiamo prima di tutto ai circa 5.000 viticoltori che operano nelle due province di Modena e Reggio Emilia, ai nostri 70 produttori e al percorso verso una sempre maggiore attenzione alla qualità che da anni hanno intrapreso. La contrazione nei volumi di vendita sul 2023 è un segnale da leggere in un contesto caratterizzato da un calo generalizzato dei consumi di vino, specialmente rosso e nella Gdo.

Guardiamo con ottimismo al 2024 con l’auspicio che porti un consolidamento dei volumi. Tante sono le iniziative in programma e ottimi i segnali che ci arrivano da operatori e appassionati, curiosi di scoprire le tante anime delle bollicine rosse emiliane di eccellenza". E il new deal del Lambrusco è avventurarsi in abbinamenti con piatti della cucina giapponese, sudamericana, indiana. Quello che fanno Angelo e Nicola Marchesi (sopra al centro e a destra) con la loro Marchesi di Ravarino che fa concorrenza addirittura allo champagne.

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