I maghi del freddo hanno trasformato in affare d’oro l’aria condizionata

LUCKY VENTURE, OGGI LU-VE SPA.Il nome doveva portar fortuna, e così è stato, tanto che questa azienda, nota nel mondo...

I maghi del freddo hanno trasformato in affare d’oro l’aria condizionata
I maghi del freddo hanno trasformato in affare d’oro l’aria condizionata

LUCKY VENTURE, OGGI LU-VE SPA.Il nome doveva portar fortuna, e così è stato, tanto che questa azienda, nota nel mondo come leader nella produzione di scambiatori di calore per apparecchi ventilati, cioè quella tecnologia che raffredda strumenti, ambienti e motori, sta per compiere 40 anni. Nata ad Uboldo, piccolo comune in provincia di Varese, nel cuore della Lombardia, la Lu-Ve oggi ha 4150 dipendenti in 20 sedi nel mondo, fra cui Polonia, Cina e India e un fatturato che supera i 600 milioni di euro. Papà Iginio non c’è più, ma a guidare l’azienda, che è quotata in Borsa dal 2015 e che punta su innovazione e sostenibilità c’è Matteo Liberali (a sinistra nella foto sopra), storico mancato e manager dell’azienda di famiglia dopo un lungo periodo di gavetta.

"Ero l’ultima chance di mio padre - dice sorridendo - perché gli altri miei fratelli, Simone e Fabio non erano entrati in azienda, Simone fa il geologo, Fabio il giornalista. Io avrei voluto studiare storia, invece mi sono ritrovato iscritto alla Bocconi e dopo essermi laureato e occupato di finanza per un po’, sono entrato in azienda, inizialmente senza diritto di parola, ascoltavo e basta. Poi ho iniziato ad occuparmi di varie cose, fino ad incontrare i clienti e, quando c’è stata l’occasione a scalare pian piano le posizioni interne, con lavoro, umiltà e passione". Oggi anche Fabio lavora in Lu-Ve, come responsabile della comunicazione "ma ho fatto la mia carriera fuori da qui e sono stato assunto dopo tanti anni di semplice collaborazione. Quando è avvenuto nostro padre mi ha fatto fare la trattativa con il direttore del personale", racconta Fabio (a destra nella foto sopra).

Iginio Liberali era stato direttore generale della Merloni, che negli anni Settanta e Ottanta era diventata in Italia il sinonimo degli elettrodomestici e dell’arredamento per la casa, in particolare per la cucina. Per questo, quando dopo i 50 anni ha deciso di diventare imprenditore, ha rilevato la Contardo, società che era in difficoltà, gli ha cambiato nome e l’ha rilanciata. Dal 1985 ad oggi sono stati tanti i cambiamenti, e Lu-Ve Group è diventata uno dei maggiori costruttori mondiali nel settore degli scambiatori di calore. Oggi opera in diversi segmenti di mercato: refrigerazione, commerciale e industriale, raffreddamento di processo per applicazioni industriali e power generation, condizionamento dell’aria, sia per uno civile, che industriale e di precisione, porte e sistemi di chiusura in vetro per banchi e vetrine refrigerate.

"La nostra anima è ancora qui, in provincia di Varese e in Italia, anche se ormai abbiamo una dimensione internazionale molto forte", spiega Matteo Liberali. Il Gruppo Lu-Ve, al quale partecipa come socio fondatore anche la famiglia Faggioli, soprattutto dopo la quotazione in Borsa guarda però al mondo. È presente infatti in Cina, Finlandia, India, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia, Russia e Stati Uniti, con un network di 34 società commerciali e uffici di rappresentanza in Europa, Asia, Medio Oriente e Nord America.

"Siamo cresciuti anche per acquisizioni e continuiamo a guardarci attorno. Fra i driver di crescita ci sono sicuramente l’innovazione, ma anche la sostenibilità", dice Matteo Liberali. L’attenzione al sociale è l’altro asset del Gruppo "ogni anno finanziamo borse di studio per i figli dei nostri dipendenti – aggiunge l’amministratore delegato e presidente del Gruppo – nostro padre ha potuto studiare e laurearsi in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano, grazie ad una borsa di studio della Necchi e per noi questa dimensione è molto importante". La solidarietà in genere lo è, per questo il Gruppo ha donato 300mila euro all’Emilia-Romagna nel periodo dell’alluvione, per il rifacimento di una parte di un asilo a Sant’Agata e fa ogni anno molte iniziative di solidarietà. Le tecnologie Lu-Ve sono utilizzate per il condizionamento di edifici storici come il Teatro Bolshoi di Mosca e il Palazzo dell’Eliseo di Parigi, ma anche in moderne strutture, come la Fiera di Francoforte e il Bolshoi Ice Dome di Sochi, sede delle gare di hockey su ghiaccio, durante le Olimpiadi invernali del 2014. I sistemi di close control progettati e realizzati dal Gruppo garantiscono inoltre il condizionamento di precisione delle sale operatorie in Italia e all’estero, di grandi data center e laboratori tecnologici, web farm e sale controllo quelle del nuovo Canale di Panama e dell’aeroporto internazionale King Abdulaziz, a Gedda in Arabia Saudita. Inoltre, le tecnologie per il raffreddamento di processo per i combustibili a basso impatto ambientale sono utilizzate dai maggiori produttori dell’automotive come Audi, BMW e Porsche.

"Dopo la quotazione nel 2015 sono stati raccolti 50 milioni di euro, che abbiamo investito totalmente sia in Italia che all’estero, dopo una riorganizzazione totale societaria e per la prima volta abbiamo un direttore generale non nato in azienda", dice Matteo Liberali. Si tratta di Riccardo Quattrini. Dalla quotazione in Borsa nel 2015, avvenuta tramite Spac, Lu-Ve ha dato un’ulteriore spinta al suo sviluppo internazionale, con un percorso di crescita che l’ha vista espandersi in Europa, Asia e America per linee interne ed esterne. Nel 2016 la multinazionale varesina ha acquisito la società indiana Spirotech Heat Exchangers, mentre a giugno 2018 è stata la volta dell’azienda texana Zyklus. Ad aprile 2019, il Gruppo ha finalizzato l’acquisizione della divisione ’Air’ di Alfa Laval, multinazionale svedese, la quale ha ceduto a Lu-Ve gli stabilimenti in Italia, Finlandia e India, oltre alla rete commerciale europea. La penetrazione di nuovi mercati è stata affiancata dal consolidamento e dal rafforzamento in quelli esistenti, portando il Gruppo lombardo ad essere un punto di riferimento mondiale nel settore.

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