Delsey, nuove licenze e focus sostenibilità

Il turismo è decisamente ripartito dopo la pandemia. Segnale incoraggiante anche per il settore della valigeria. Delsey Paris, marchio fondato...

Il turismo è decisamente ripartito dopo la pandemia. Segnale incoraggiante anche per il settore della valigeria. Delsey Paris, marchio fondato nel 1946 a Parigi, ha chiuso il 2023 con 254 milioni di euro di fatturato, e un segno decisamente positivo, considerando che nel 2022 il fatturato era di 207 milioni di euro. Bene anche l’utile, che passa da 15 a 33 milioni di euro. "Siamo molto contenti, soprattutto considerando che il settore ha subito una crisi importante nel periodo della pandemia, quando nessuno poteva più viaggiare. Noi stessi abbiamo dovuto dimezzare in quella circostanza il personale. Oggi lavorano con noi 500 persone a Parigi e nel mondo. Abbiamo aperto due punti in Giappone, mercato per noi molto interessante", spiega l’amministratore delegato di Delsey, Davide Traxier.

Fra le novità proposte da Delsey, per il 2024 e 2025 c’è la messa a punto di un nuovo modello di business, basato non solo sul brand storico, ma anche su nuove licenze, due su tutte, Benetton e Jeep. "In questo modo lavoriamo su un pubblico nuovo, più giovane, legato non solo alla valigeria, ma ai nuovi usi delle borse da viaggio, quelle che si portano addosso, come zaini, marsupi, piccola valigeria per bicicletta e monopattino", aggiunge Traxier. Da qui l’intuizione di puntare sulle licenze e quindi anche su prodotti nuovi, come appunto i marsupi di nuova generazione.

Fra le novità, però c’è anche il cambio di azionariato, e uno sguardo sempre più attento alla sostenibilità. "Le valige vengono prodotte molto meno in Cina rispetto al passato, ma anche in altri siti, come India, Latino America e viaggiano sui container una dentro l’altra, in modo da abbattere drasticamente le emissioni di anidride carbonica", racconta Davide Traxier. Entro il 2025, poi, tutti i materiali saranno riciclati e riciclabili, perché il viaggio sia a tutti gli effetti una esperienza sostenibile e positiva. "Culture diverse hanno esigenze diverse – spiega ancora Traxier – in Giappone, per esempio, sono abituati a viaggiare molto in treno e quindi le valige sono dotate di un freno per le ruote, mentre in Europa e negli Stati Uniti è fondamentale che le valige siano delle dimensioni giuste per ogni compagnia".

Letizia Magnani

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