26 mag 2021

Licenziamenti, i settori più esposti. Tremano seicentomila lavoratori

Il 30 giugno finisce la lunga moratoria. Le previsioni: tessile, auto e servizi subiranno le maggiori perdite

claudia marin
Economia
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Il lavoro ai tempi della pandemia

Il 30 giugno scatta l’ora x che segna la fine del blocco dei licenziamenti e dal primo luglio si entra quindi in una zona a rischio altissimo di cessazioni di rapporti di lavoro. I posti maggiormente in bilico potrebbero essere quelli del comparto tessile e dell’auto, nella prima fase, dei servizi dall’autunno in avanti, ma l’intero assetto del lavoro italiano potrebbe risultare profondamente mutato. I numeri, del resto, sono elevati: secondo la più recente stima di Bankitalia con il ministero del Lavoro gli occupati in pericolo sono almeno 477mila, che salirebbero a oltre 600mila considerando le "vittime" di un altro giorno x, il primo ottobre, data in cui si sbloccheranno i licenziamenti nelle Pmi e nel terziario. Lo sblocco del primo luglio Saltata la proroga al 28 agosto voluta dal ministro Andrea Orlando, dal 1° luglio, le aziende di manifattura e costruzioni usciranno dalla cig Covid-19 e non avranno più divieti automatici di licenziare. Le imprese ancora in difficoltà, tuttavia, potranno tornare ad accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre. Solo per costoro, vale a dire per le imprese che utilizzeranno questa cig "scontata", si allungherà il divieto di licenziamento per tutta la durata in cui fruiranno della cassa integrazione. I posti che si perdono Secondo la Banca d’Italia e il Ministero del Lavoro, i licenziamenti, tra quelli congelati dal blocco e quelli che potrebbero arrivare come riflesso della grave situazione macroeconomica e delle difficoltà delle imprese, ammonterebbero a quasi 600 mila. Il dossier evidenzia che "I rapporti di lavoro che si sarebbero interrotti indipendentemente dalla pandemia e che la misura di blocco ha preservato sono circa 240.000 nel 2020 tra le imprese del comparto privato non agricolo e ulteriori 120.000 nel 2021". Se si vuole calcolare quanti licenziamenti incombono, però, ...

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