Martedì 23 Aprile 2024

Perché non esiste una scuola per imprenditori?

Franco Amicucci * Sono 8 le competenze chiave raccomandate dall’Unione Europea, da sviluppare in tutti i sistemi formativi. Tra queste vi è...

Franco

Amicucci *

Sono 8 le competenze chiave raccomandate dall’Unione Europea, da sviluppare in tutti i sistemi formativi. Tra queste vi è quella detta “Competenza imprenditoriale”, definita come: "Risolvere i problemi che si incontrano nella vita e nel lavoro e proporre soluzioni; valutare rischi e opportunità; scegliere tra opzioni diverse; prendere decisioni; agire con flessibilità; progettare e pianificare; conoscere l’ambiente in cui si opera anche in relazione alle proprie risorse". Salvo rare esperienze, la formazione di questa competenza viene del tutto trascurata, anche se esistono studi ed esperienze, purtroppo non generalizzate. Come si diventa imprenditori? Diversi sono i percorsi, ma nessuno di questi è formalizzato. Eppure, il lavoro indipendente, tra la partita Iva e il grande imprenditore, coinvolge oltre 7 milioni di italiani. Risulta allora importante investire nella formazione di questa competenza, così come sta avvenendo per le altre competenze chiave per il futuro delle persone, indicate dalla commissione europea, come le competenze digitali e le competenze linguistiche, superando, da una parte, vecchie remore ideologiche, e dall’altra il pensare che fare imprenditoria sia frutto di selezione naturale e non di un processo formativo ben strutturato. Paesi come la Finlandia, che hanno avviato percorsi a partire dalle scuole, hanno visto un forte sviluppo dell’imprenditoria, con positive ricadute sull’occupazione. In Italia esistono solo alcuni percorsi gestiti da scuole, associazioni e università, ma rappresentano esperienze sporadiche.

Come si diventa imprenditore? L’esperienza ha fatto emergere almeno tre tipi di percorsi. Si diventa imprenditori per successione aziendale, oppure dopo aver maturato un’esperienza di lavoro dove il diventare imprenditore può essere una scelta consapevole ma in molti casi anche una via obbligata per mancanza di possibilità per rientrare nel tradizionale mercato del lavoro. Vi è poi il percorso della vocazione, di un’idea da realizzare, di un sogno tipico delle startup. Sviluppare un’impresa richiede un mix di competenze tecniche, relazionali emotive e gestionali. Ad esempio, nelle scuole si potrebbero introdurre attività di orientamento e di valutazione del potenziale dei giovani. Per valutare le potenzialità necessarie quali la perseveranza, l’attività, la tenuta dello stress, la capacità di sintesi e di pensiero prospettico. Esperienze positive già sono presenti nel nostro paese, organizzate dalla scuola, dalle associazioni imprenditoriali, dalle fondazioni, dalla Camera di Commercio, ma sono sporadiche e non incisive a livello globale. Occorre invece rendere organica questa competenza nell’ecosistema nazionale, pubblico e privato, per incidere sullo sviluppo dell’occupazione e l’innovazione del paese.

* Presidente di Skilla

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