Venerdì 21 Giugno 2024

"Opportunità nel digitale Ma servono competenze"

"Opportunità nel digitale  Ma servono competenze"

"Opportunità nel digitale Ma servono competenze"

È UNA VERA rivoluzione. "Negli ultimi anni – spiega Maximo Ibarra, ceo di Engineering, azienda leader nell’innovazione tecnologica con 40 sedi in Italia – soprattutto dopo la crisi pandemica, i processi di digitalizzazione hanno subito un’accelerazione e nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, il Cloud, il Digital Twin o la Blockchain, spesso combinandosi tra di loro, stanno generando cambiamenti radicali e pervasivi".

Con quali impatti sulle aziende?

"Parto da due numeri: secondo il Politecnico di Milano, nel 2023 oltre il 40% delle imprese aumenterà i budget per le nuove tecnologie, mentre Anitec ci dice che quest’anno il mercato del digitale crescerà di un altro 3%. A mio avviso, questi dati fotografano bene come le aziende sono sempre più pronte a investire nella digitalizzazione, integrandola nei loro modelli di business e organizzativi per rafforzare competitività e resilienza".

Quanto contano le competenze in questi processi?

"Gli e-skill sono ormai centrali per ogni azienda che non vuole restare indietro. Ma trovare i profili giusti è sempre più difficile. La transizione digitale prevede non solo tecnici specializzati nelle tecnologie all’avanguardia, ma anche manager che conoscono il digitale e sappiano sfruttarne le potenzialità".

Quale è il fabbisogno di profili specializzati e quanto incide in negativo lo skill mismatch?

"Si stima che entro il 2026 le competenze digitali saranno richieste a circa 2.2 milioni di lavoratori, ma già oggi quasi un’azienda su due dichiara di non trovare questi skill: difficoltà che si traducono, inevitabilmente, anche in un rallentamento della loro competitività".

Che cosa fare per colmare il gap?

"In un Paese come il nostro, che secondo gli ultimi dati Istat ha una quota di laureati nelle discipline Stem che si ferma al 24,5% – mentre ad esempio in Germania 6 laureati su 10 hanno un titolo di studio tecnico-scientifico – bisogna offrire ai giovani percorsi formativi che li facciano entrare da protagonisti nel mercato del lavoro. Da una parte è necessario creare collaborazioni virtuose tra mondo della formazione e aziende, dall’altra è altrettanto importante che le stesse imprese facciano rete. Oggi molti grandi Gruppi, compresa il nostro, hanno academy e interne che accompagnano i giovani nel loro ingresso in azienda: la mia proposta è creare un network tra academy con scambi interdisciplinari che velocizzino l’entrata nel mercato del lavoro di neodiplomati e neolaureati".

In questo quadro, come si muove Engineering?

"Engineering lavora per le principali aziende in Italia e nel mondo e per le PA. Abbiamo bisogno di rimanere fortemente centrati sul capitale umano. Negli ultimi due anni abbiamo registrato una crescita organica importante, che solo nel 2023 ha visto l’ingresso di oltre 1.000 nuove persone. Investiamo molto sull’upskilling e il reskilling delle nostre persone con un’Academy interna, che offre 30.000 giornate di formazione l’anno.

Con quali ricadute sui territori in cui operate?

"Faccio un esempio di cui siamo particolarmente orgogliosi: uno dei prodotti più importanti del nostro portfolio, sviluppato con tecnologia completamente italiana, è nato in Abruzzo e Marche, dove oggi per Engineering lavorano oltre 800 persone. Si chiama Net@Suite e supporta oltre 150 aziende in Italia che operano nei settori energia, acqua e gas e nella gestione di rifiuti e illuminazione pubblica, raggiungendo oltre 30 milioni di utenti finali".