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30 giu 2022

Precari, sfruttati e sottopagati: i giovani e la via crucis del lavoro

Il giuslavorista: "Mancano stipendi adeguati, non la voglia. Il Reddito di cittadinanza non c’entra"

30 giu 2022
claudia marin
Economia
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I giovani e il lavoro: i dati in Italia e in Europa
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I giovani e il lavoro: i dati in Italia e in Europa

Roma, 30 giugno 2022 - Da un lato Francesca, la giovane ventenne di Secondigliano, che si è vista offrire 280 euro mensili per 10 ore di lavoro al giorno in un negozio di abbigliamento. Dall’altro, la anonima datrice di lavoro che, di fronte al no cortese della ragazza, finisce addirittura per sbottare: "Eh, si vede che voi giovani non volete lavorare". Da un lato, le migliaia di Francesche che si ritrovano di fronte a opportunità occupazionali (si fa per dire) da pochi euro l’ora, in nero o con contratti da finte Partite Iva e prestazioni occasionali, o con tirocini fittizi, part-time involontari e via di seguito. Dall’altro, il moltiplicarsi di appelli (con tanto di nomi di grido, da Flavio Briatore ad Alessandro Borghese, ad Al Bano) sulla difficoltà o impossibilità di trovare giovani che vogliano darsi da fare e lavorare. Anche o principalmente – questo il corollario – a causa dell’effetto spiazzamento del Reddito di cittadinanza. Ma per chi conosce bene il mercato del lavoro, non ci sono dubbi. "I nostri giovani – si infervora il leader della Cisl, Luigi Sbarra - non sono affatto fannulloni come sostiene qualcuno. Basta con questa retorica dannosa. La verità è che tante persone giovani e meno giovani si sottraggono oggi dal lavoro soprattutto stagionale perché sono costretti spesso ad orari di lavoro massacranti, turni pesanti e in molti casi anche dalla mancanza dall’applicazione di contratti maggiormente rappresentativi. Ci sono troppi contratti pirata in giro sul territorio nazionale". Sulla stessa linea anche un esperto come Emmanuele Massagli, presidente di Adapt, il Centro studi fondato da Marco Biagi: "Anche la retorica dei giovani fannulloni, figli del benessere ha stufato. Accademici, politici, ma anche le imprese devono invece prendere atto che da oramai più di un decennio sta cambiando profondamente il rapporto tra le persone ...

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