Andrea Orcel, 58 anni, è amministratore delegato di Unicredit dallo scorso gennaio
Andrea Orcel, 58 anni, è amministratore delegato di Unicredit dallo scorso gennaio
di Elena Comelli Nuovo passo avanti della riorganizzazione di Unicredit targata Andrea Orcel. Il cantiere è partito all’insegna dell’essenzialità. "Il primo passo" consiste nella "rimozione di qualsiasi struttura superflua, di qualsiasi processo o strato intermedio che ci blocca o che fa solo da intermediario tra attività e persone" e che dunque "rallenta le decisioni e non ci permette di essere la Banca che — sono certo — possiamo essere", ha annunciato Orcel. Le sue parole sono già state accompagnate dai fatti. Unicredit ha infatti poi...

di Elena Comelli

Nuovo passo avanti della riorganizzazione di Unicredit targata Andrea Orcel. Il cantiere è partito all’insegna dell’essenzialità. "Il primo passo" consiste nella "rimozione di qualsiasi struttura superflua, di qualsiasi processo o strato intermedio che ci blocca o che fa solo da intermediario tra attività e persone" e che dunque "rallenta le decisioni e non ci permette di essere la Banca che — sono certo — possiamo essere", ha annunciato Orcel. Le sue parole sono già state accompagnate dai fatti.

Unicredit ha infatti poi comunicato anche di voler riunire "tutte le attività italiane" nella "nuova Unicredit Italia, una geografia autonoma all’interno del gruppo, dotata di tutte le leve necessarie per soddisfare al meglio le specificità dei territori e le diverse esigenze locali", ha fatto sapere l’istituto. Che ha scelto anche il banchiere che guiderà la nuova struttura, affidata a Niccolò Ubertalli, ex co-head dell’Est Europa e da maggio head of Italy, a cui risponderanno Barbara Tamburini (responsabile dell’area individui), Andrea Casini (area aziende) e Alfredo De Falco (corporate and investment banking).

"L’Italia diventa una geografia autonoma, a conferma dell’importanza del Paese in cui risiedono le radici, l’essenza e lo spirito da cui è nato il gruppo Unicredit", si legge nella nota con cui la banca ha preannunciato "ulteriori passi nel suo processo di semplificazione".

Le chiavi della Germania restano in mano a Michael Diederich, assistito da Markus Beumer (imprese) e Jan Kupfer (corporate and investment banking), mentre il responsabile dell’area "individui" arriverà nelle prossime settimane. L’Europa centrale resta sotto la guida di Gianfranco Bisagni e viene separata dall’Europa dell’Est, affidata Teodora Petkova, con la struttura retail e quella del corporate and investment banking di entrambe le aree, affidate a Pierre Yves Guegan e a Fabio Fornaroli.

La riorganizzazione aumenta il peso del genere femminile e l’estrazione internazionale dei manager. In una lettera ai dipendenti, l’amministratore delegato ha confinato in un cassetto le opzioni di acquisizioni, forse perché la preda è troppo cara (Banco Bpm) o perché poco appetitosa (Mps). "Voglio concentrarmi sulle risorse all’interno del nostro gruppo: è lì che risiede il nostro vero valore", ha detto Orcel. "Le opportunità esterne rappresentano solo un acceleratore, ma è focalizzandoci sul nostro business che potremo mettere i nostri clienti al centro". Nella lettera Orcel ha indicato anche la necessità "di sposare la flessibilità, identificare nuove opportunità ed essere competitivi su ogni mercato. Alla base di tutto questo deve esserci un’attenzione incrollabile al sostegno e alla crescita dei clienti che serviamo e delle comunità in cui operiamo". Un vero manifesto.