di Achille Perego

Il risparmio che salva le imprese. Perché, soprattutto al tempo del Covid, sono molte le aziende familiari con una lunga storia di successo alle spalle che rischiano di non sopravvivere per la crisi finanziaria. Il ritardo dei pagamenti delle commesse, conseguenza della crisi congiunturale prodotta dall’emergenza prima sanitaria e poi economica del Coronavirus, che può mettere in pericolo soprattutto la tenuta delle Pmi. Come la storica Meccanica Vecchiatti di Bologna, nata alla fine degli anni Settanta per iniziativa dei fondatori Gino e Vasco Vecchiatti come impresa di tornitura.

Dopo aver vissuto l’evoluzione tecnologica degli ultimi quarant’anni e dopo essere sopravvissuta alla crisi economica del 2009, l’azienda – diretta sempre dalla famiglia Vecchiatti – gestisce decine di commesse ed è fornitrice anche del colosso giapponese Honda. Una realtà che rischiava, però, di essere spazzata via dall’emergenza Covid-19 se non avesse ricevuto liquidità. Quella erogata già dalla scorsa primavera con l’esplosione della pandemia che ha messo in ginocchio centinaia di piccole imprese, da Banca Generali con Credimi all’insegna dell’#Italianonsiferma.

"Senza questo finanziamento – racconta Marina Gragnanini, da oltre 14 anni la contabile della Meccanica Vecchiatti - non so proprio come avremmo potuto fare". Il finanziamento è quello ottenuto attraverso Banca Generali, che con l’azienda fintech Credimi, nei mesi scorsi, ha messo a disposizione delle Pmi una serie di prestiti con l’obbiettivo di portare il risparmio privato in soccorso dell’economia reale.

Già dalle prime battute della crisi, la banca del Leone Alato, attraverso la collaborazione con Credimi, ha potuto garantire che i propri risparmiatori investissero nei crediti di aziende sane, ma in difficoltà, come la Meccanica Vecchiatti. Il tutto con tempestività. "Già pochi giorni dopo la chiusura della fabbrica per il lockdown – aggiunge Marina Gragnanini - abbiamo avuto la conferma che l’importo richiesto dal dottor Vecchiatti era stato accettato". "Ripeto - dice emozionata- senza questo finanziamento saremmo stati veramente in difficoltà, non saremmo riusciti a gestire le situazioni ordinarie anche perché avevamo già “saturato” i canali bancari tradizionali, dal momento che l’anno scorso avevamo chiesto prestiti per l’acquisizione dei nostri capannoni industriali".

Quello della “Vecchiatti” purtroppo non è un’eccezione. In Italia, infatti, le imprese sono sempre poco capitalizzate e il canale bancario resta quasi sempre l’unica fonte a cui chiedere sostegno. Da qui, sottolinea il vicedirettore generale di Banca Generali, Andrea Ragaini (nella foto a destra), l’idea e l’importanza di #Italianonsiferma, grazie alla quale nei mesi scorsi, non solo l’azienda bolognese, ma centinaia di Pmi hanno avuto nel complesso accesso a 100 milioni di euro di liquidità sotto forma di finanziamenti a 5 anni garantiti dal Fondo di Garanzia dello Stato (al 90%), con Generali, capogruppo della Banca Private, che ha sottoscritto una quota del 10% (10 milioni) dell’emissione. Con un meccanismo semplice alla base: le aziende che hanno fatto richiesta di finanziamenti sono state analizzate dalla piattaforma Credimi con cui Banca Generali ha stretto una collaborazione.

Un iter tecnologico che permette di accelerare molto i tempi, portando, nell’arco di pochi giorni all’erogazione della liquidità, permettendo così a molte aziende di superare le difficoltà. "Questo finanziamento – spiega il capoazienda Angelo Vecchiatti (nella foto tonda a sinistra) - per noi è stato molto più di un’iniezione di liquidità in un momento di crisi. Ci ha permesso di proseguire con le normali attività amministrative serenamente, siamo stati in grado di pagare gli stipendi e i fornitori, e soprattutto di guardare al futuro con fiducia. Sono rimasto colpito dalla rapidità dei tempi di erogazione e dalla semplicità dei processi".

"Storie come questa – conclude Ragaini – ci confermano che il nostro impegno porta ad un duplice risultato. Grazie anche a Credimi, che ha forti competenze nell’analisi delle domande di credito, abbiamo raggiunto l’obbiettivo di aiutare le Pmi in difficoltà e allo stesso tempo, noi come investitore privato siamo riusciti a proporre ai nostri clienti l’opportunità di diversificazione e ottenere rendimenti interessanti e ottenere maggiore protezione, al riparo dai rischi dei mercati finanziari".