La ripresa prende sempre più forza in Italia. L’economia sta conoscendo un’accelerazione estiva che porterà nell’anno il Pil a salire del 5,1%. La Banca d’Italia ritocca ancora una volta all’insù le stime per la crescita contro il +4,9%-5 di giugno e il +5% di due settimane fa pronunciato dal...

La ripresa prende sempre più forza in Italia. L’economia sta conoscendo un’accelerazione estiva che porterà nell’anno il Pil a salire del 5,1%. La Banca d’Italia ritocca ancora una volta all’insù le stime per la crescita contro il +4,9%-5 di giugno e il +5% di due settimane fa pronunciato dal governatore Ignazio Visco. Certo, molto dipenderà dall’evoluzione della pandemia sia in Italia sia nel mondo. In uno scenario favorevole su questo fronte l’economia potrebbe tornare ai livelli pre Covid nella seconda metà del 2022 con una crescita in quell’anno del 4,4% e del 2,3% il successivo ed effetti benefici sul mercato del lavoro che compenseranno così lo sblocco dei licenziamenti.

Il risveglio dell’economia può contare su diversi fattori, in primis le misure straordinarie di sostegno e ripresa finanziate dal bilancio pubblico e dai fondi europei del Recovery Plan. Se l’Italia riuscirà a mettere a terra e in fretta i progetti previsti, questi contribuiranno a 4 punti di Pil in tre anni, di cui la metà attribuibile al Pnrr.

E però non saranno solo le misure straordinarie a fare la differenza. Il bollettino economico di Via Nazionale cita infatti una produzione industriale tornata ai livelli pre pandemia, una crescita degli investimenti e un risveglio dei consumi delle famiglie, spinto anche dal tasso di risparmio accumulato in questi mesi (+17,8% con una raccolta bancaria a 2mila miliardi di euro) e che potrebbe vedere concretizzare gli acquisti di beni durevoli (come le automobili) rinviati nel 2020.