di Gianluca Spolverato *

L’orizzonte su cui si affaccia il mondo del lavoro, dopo il lockdown e la ripartenza, è segnato da grande incertezza: le aziende si chiedono cosa accadrà in autunno. Nei prossimi sei mesi, per tornare a correre, le imprese dovranno ragionare su tre ambiti di intervento nella gestione del personale: definendo come organizzare il lavoro e controllarne il costo, come regolare il lavoro da remoto con politiche basate sulla responsabilità dei singoli; e infine come costruire un modello retributivo che dia stabilità alle persone e stimoli la crescita aziendale.

L’area di intervento più urgente è quella dei costi del personale. Molte realtà hanno già esaurito le settimane di cassa per l’emergenza, e fino a fine anno avranno ancora bisogno di ricorrervi; una volta terminate, rimarranno però a disposizione gli strumenti ordinari. Occorre quindi quantificare le future necessità di cassa e analizzare aree di costo come stipendi, ferie e permessi, premi, elementi integrativi, oggetto di possibili trasformazioni. Centrale anche il tema dell’incentivo al ricambio generazionale per i lavoratori a cui mancano meno di cinque anni alla pensione, aprendo all’inserimento di giovani tramite patti generazionali e nuove assunzioni.

Un altro punto chiave riguarda i nuovi modelli di riorganizzazione del lavoro. La prova dello smart working forzato ha dimostrato che lavorare in modo diverso è possibile. Il futuro è smart, e le figure apicali chiederanno di utilizzare sempre di più questo strumento. Nel caso invece delle categorie che non possono lavorare da remoto, si potrebbero introdurre formule di premialità, scambiando smart working con formazione e aggiornamento. Lavorare a distanza non significa necessariamente lavorare da casa; per molte persone l’esperienza del lavoro “domestico” è stata disagevole per inadeguatezza degli ambienti e distrazioni familiari. Si lega a questo tema quello del passaggio dalla concezione del contratto come sistema di “scambio di ore e retribuzione” a un sistema di “scambio di ore e risultati”. Perché ciò avvenga occorre soprattutto un cambio di mentalità manageriale abdicando a forme di controllo sulla presenza.

* Avvocato, socio fondatore di Wi Legal