di Pino Di Blasio Anche il ministero dell’Economia, azionista di maggioranza al 64%, ha votato contro le due azioni di responsabilità promosse dal socio Bluebell Partner, detentore di 25 azioni di Banca Mps, contro gli ex vertici di Rocca Salimbeni Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, e contro l’attuale consiglio d’amministrazione (in alto l’ad Guido Bastianini). Alla vigilia il cda, presieduto da Patrizia Grieco,...

di Pino Di Blasio

Anche il ministero dell’Economia, azionista di maggioranza al 64%, ha votato contro le due azioni di responsabilità promosse dal socio Bluebell Partner, detentore di 25 azioni di Banca Mps, contro gli ex vertici di Rocca Salimbeni Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, e contro l’attuale consiglio d’amministrazione (in alto l’ad Guido Bastianini). Alla vigilia il cda, presieduto da Patrizia Grieco, aveva ammesso al voto dell’assemblea la richiesta di Bluebell, ma aveva raccomandato agli azionisti il voto contrario. Il responso dell’assemblea di ieri, svoltasi in modalità Covid, con un solo rappresentante delegato degli azionisti, è il no alle azioni di responsabilità con il 97,5% dei voti.

Dopo aver approvato il bilancio d’esercizio 2020, chiusosi con una perdita di 1 miliardo e 880 milioni di euro, l’assemblea Mps ha deliberato di rinviare a una prossima assemblea che dovrà deliberare le misure di rafforzamento patrimoniale, le decisioni imposte dal codice civile, relative alla riduzione del capitale sociale per tener conto delle perdite pregresse e della perdita dell’esercizio, e di riportare quindi a nuovo la perdita. I soci hanno anche approvato la relazione sulle remunerazioni e nominato, su proposta del Ministero dell’Economia, Luisa Cevasco sindaco effettivo e Francesco Fallacara sindaco supplente.

Un’assemblea ’sospesa’, che non poteva decidere sul futuro, anche perché le decisioni dipendono da altri protagonisti. Non solo dal Governo, che è alla ricerca della soluzione strutturale per il Monte e aspetta che il 15 aprile Andrea Orcel salga al comando di Unicredit. L’iniezione di patrimonio per Mps, sempre più indispensabile dopo perdite di bilancio superiori a una capitalizzazione di Borsa di un miliardo e 200 milioni, è rimandata a dopo le decisioni del Tesoro e di Unicredit, o di altri eventuali partner. Intanto i sindacati Mps, preoccupati sui silenzi in merito al futuro della banca e dei 21 mila dipendenti, chiedono al Governo di "rinegoziare il superamento dei vincoli imposti dall’Europa, anche prolungando il termine di permanenza dello Stato nel capitale della Banca".