L'area al largo del Giappone dove è stato scoperta il giacimento (Google Maps)
L'area al largo del Giappone dove è stato scoperta il giacimento (Google Maps)

Tokyo, 11 aprile 2018 - Nelle acque al largo del Giappone è stato scoperto un vero e proprio tesoro. Non si tratta di forzieri e dobloni, bensì di un maxi giacimento di 'terre rare' (elementi chimici rari contenuti in minerali) da 16 milioni di tonnellate. La quantità rinvenuta è sufficiente per soddisfare il fabbisogno globale della moderna industria tecnologica per centinaia di anni. I preziosi minerali contengono infatti elementi necessari per i magneti utilizzati nei motori ibridi (disprosio), nei laser (ittrio) e nelle celle all'idrogeno (europio e terbio). La notizia è stata pubblicata sulla rivista britannica Scientific Reports durante la notte italiana.

La scoperta dell'enorme giacimento minerario permetterebbe al Giappone di strappare alla Cina il dominio sul mercato di questi elementi, fondamentali per l'industria di oggi (e soprattutto di domani), causando di fatto una rivoluzione nell'economia giapponese e nella distribuzione globale delle risorse. A riprova dell'importanza economica della scoperta, la diffusione della notizia ha fatto immediatamente schizzare il valore delle azioni di società minerarie e costruttori di macchine del Paese asiatico, causando un'impennata della Borsa di Tokyo. Intanto dal Giappone fanno sapere che sono già state messe a punto efficienti tecnologie di estrazione delle risorse.

In particolare, ad imprimere lo slancio al Nikkei sono state le performance dei titoli di alcune aziende che gestiscono piattaforme galleggianti come Modec e Mitsui Mining and Smelting, unite in un consorzio che studia per l'estrazione delle preziose risorse, salite in Borsa rispettivamente del 7,74% e del 2,26%. Anche se il giacimento, situato nei pressi dell'isola Minami Torishima (1.900 chilometri a sud-est di Tokyo), era già stata scoperta nel 2012, la grande profondità non ne consentiva lo sfruttamento commerciale con le tecnologie estrattive dell'epoca e non se ne conosceva ancora l'entità. Ora il team di ricerca guidato dai professori Yasuhiro Kato e Yutaro Takaya (rispettivamente dell'Università di Tokyo e della Waseda University) ha progettato un sistema che renderà possibile l'estrazione e lo sfruttamento delle riserve.