Sabato 20 Aprile 2024

Fisco, tasse non pagate: fino a 120 rate per mettersi in regola. Debiti cancellati dopo 5 anni

La bozza del decreto legislativo approvata dal Consiglio dei ministri nel tentativo di riordinare il sistema di riscossione che conta 1.200 miliardi di magazzino fiscale

Roma, 11 marzo 2024 – Fino a 120 rate per pagare i debiti per chi è in difficoltà, tempi più rapidi (entro 9 mesi) per inviare le cartelle esattoriali, discarico (rinuncia a riscuotere) delle cifre non riscosse entro 5 anni. Sono alcune delle novità principali contenute nella bozza del Dslg (decreto legislativo) di riordino del sistema nazionale della riscossione di cui il Consiglio dei ministri ha approvato oggi l’esame preliminare. Ma vediamo nel dettaglio alcune delle novità principali. 

La bozza del decreto legislativo per il riordino del Fisco
La bozza del decreto legislativo per il riordino del Fisco

Le rate per chi è in difficoltà

I contribuenti in  situazione di "obiettiva difficoltà" possono ottenere di pagare i debiti con il fisco dilazionati fino a 120 rate mensili già dal prossimo anno. In particolare la bozza di testo riporta che "su semplice richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà", l'Agenzia delle entrate-riscossione per le somme iscritte a ruolo di importo inferiore o pari a 120.000 euro, concede la ripartizione del pagamento delle somme in un numero di rate mensili comprese tra 84 (per le richieste presentate nel 2025 e 2026) e 108 (per le richieste presentate a decorrere dal primo gennaio 2029). Dal 2031, si valuterà la possibilità di concedere 120 rate mensili. 

Importi superiori a 120mila euro

Se invece il contribuente chiede la dilazione dei pagamenti delle somme iscritte a ruolo e "documenta" la temporanea situazione di obiettiva difficoltà, l'Agenzia delle entrate-riscossione concede il pagamento a rate mensili che potranno arrivare già dal prossimo anno a 120 anche per importi inferiori o pari a 120.000 euro. Per le somme di importo superiore a 120.000 euro possono essere concessi pagamenti, fino ad un massimo di 120 rate mensili, indipendentemente dalla data di presentazione della richiesta. Per le somme di importo fino a 120.000 euro il numero delle rate varia a seconda della presentazione della domanda ma si può comunque arrivare a 120.

Notifiche entro 9 mesi

A decorrere dal 1° gennaio 2025 l'Agenzia delle entrate-riscossione assicura "la salvaguardia del credito con un tempestivo tentativo di notificazione della cartella di pagamento", non oltre "il nono mese successivo a quello di affidamento del carico" oppure "nel più ampio termine che consegue dalle norme di legge che disciplinano gli effetti di eventi eccezionali". Lo prevede la bozza dello schema di decreto legislativo sul riordino del sistema nazionale della riscossione atteso oggi in Cdm.

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Debiti cancellati dopo 5 anni

Le quote affidate all'Agenzia delle entrate-riscossione, "a decorrere dal 1 gennaio 2025 e non riscosse entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di affidamento" vengono "automaticamente discaricate" secondo quanto stabilito con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Lo prevede la bozza dello schema di decreto legislativo sul riordino del sistema nazionale della riscossione. In ogni caso l'Agenzia delle entrate-riscossione "può trasmettere in qualsiasi momento all'ente titolare del credito, telematicamente e con le modalità stabilite via decreto" la comunicazione di "discarico anticipato delle quote che le sono state affidate dal 1 gennaio 2025". Quote per le quali la stessa ha rilevato: "la chiusura del fallimento o della liquidazione giudiziale; l'assenza di beni del debitore suscettibili di poter essere aggrediti".

Il testo della bozza specifica che sono "temporaneamente escluse dal discarico automatico" e vengono separatamente evidenziate nei flussi informativi "le quote affidate all'Agenzia delle entrate-riscossione a decorrere dal 1 gennaio 2025 per le quali: al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di affidamento risulta sospesa la riscossione ovvero pendono ancora procedure esecutive o concorsuali. Nella stessa fattispecie anche quelle per cui tra la data di affidamento e il 31 dicembre del quinto anno successivo "sono conclusi accordi ai sensi del codice della crisi di impresa e dell'insolvenza", o per i quali, entro la medesima data, si sono verificati "l'inadempimento, la revoca o la decadenza dal beneficio ovvero, nel medesimo periodo di tempo, e' stata disposta la sospensione della riscossione per almeno diciotto mesi anche non continuativi".

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Oltre 1.200 miliardi non riscossi

Arriva una Commissione di esperti che dovrà trovare una soluzione per smaltire "tutto o parte" del magazzino di carichi fiscali gestito dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, arrivato a superare i 1.200 miliardi di euro. E' quanto prevede la bozza del dlgs di riordino del sistema nazionale della riscossione all'esame preliminare del Consiglio dei ministri di oggi. Il dlgs prevede che con un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze venga costituita una commissione "composta da un presidente di sezione della Corte dei conti, anche a riposo, che la presiede, e da un rappresentante, rispettivamente, del Dipartimento delle finanze e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del predetto Ministero".

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