Mike Manley, amministratore delegato di Fca (Ansa)
Mike Manley, amministratore delegato di Fca (Ansa)

Detroit, 14 gennaio 2019 - Fca sta "rivedendo il piano di investimenti da 5 miliardi di euro in Italia". Ad annunciarlo è stato l'amministratore delegato del gruppo automobilistico, Mike Manley, segnalando che lo scenario "è cambiato" dopo il via libera alle tasse sugli acquisti di auto di cilindrata medio-alta e diesel. 

"Il piano resta sul tavolo non sarà bloccato ma lo stiamo rivedendo", ha rimarcato Manley, anche rispondendo sull'obiettivo della piena occupazione in Italia nel 2021. "Stiamo lavorando per capire come adeguare il piano ai cambiamenti nelle condizioni di mercato legate alle nuove regolamentazioni", ha precisato. Quanto alla modifica dell'ecotassa nella legge di bilancio che sarà prevista solo per le auto di lusso e i Suv, Manley non si è sbilanciato invitando ad aspettare marzo (l'ecotassa e l'ecobonus saranno infatti operativi sugli acquisti e sulle immatricolazioni che avverranno a partire dal 1 marzo).

Al suo debutto nel ruolo di ceo al Salone di Detroit, al fianco del presidente John Elkann, Manley ha seguito la tradizione inaugurata da Sergio Marchionne di annunciare da qui le strategie del gruppo. "Fca mette i capitali dove ha successo: negli Usa abbiamo successo", ha detto. Una dichiarazione che è di natura industriale, ma anche politica a favore di Donald Trump che vuole penalizzare le società che producono fuori dagli Usa. Manley ha inoltre dichiarato che sarà aumentata la capacità produttiva in Nord America "in un futuro vicino" per i nuovi modelli Jeep e la crescente domanda di queste auto. Il 2018 perlatro è stato l'anno record con 1,6 milioni di Jeep vendute nel mondo. Ed Fca scommette di tornare raggiungere un milione di vendite per il brand Jeep nel 2019. "Assolutamente si", ha infatti risposto l'ad alle domande dei giornalisti. 

In più l'ad si è definito "molto ottimista" anche per i pick up di Ram. Diverso discorso, invece, per lo shutdown Usa, per il quale Manley si è detto preoccupato sottolineando che "prima finisce, meglio è".