Il 1° gennaio entra in vigore la fatturazione elettronica
Il 1° gennaio entra in vigore la fatturazione elettronica

Roma, 2 gennaio 2019 - Stavolta si parte davvero. Dal 1° gennaio è entrata in vigore la fatturazione elettronica anche tra privati (già è in vigore per i soggetti che lavorano con la Pubblica amministrazione), scheda carburante compresa, per professionisti e partite Iva. Queste misure - che hanno provocato malumore tra molti commercialisti, artigiani, benzinai, imprenditori e sollevato polemiche politiche (cavalcate soprattutto da Fratelli d'Italia) - dovevano partire a metà del 2018, ma nel decreto Dignità sono state prorogate di 6 mesi. Ora, però, non è più tempo di indugiare: il Dl Fisco è legge e bisogna adempiere. L'alternativa è incorrere in sanzioni che, almeno per i primi tre mesi, saranno piuttosto soft.

COS'E' L'E-FATTURA - La fattura elettronica è un documento informatico trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato, tramite lo stesso mezzo, al soggetto ricevente. L'obbligo dell'uso di questo mezzo anche nei rapporti tra privati è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 al fine di contrastare l’evasione e le frodi in materia di Iva: l’Agenzia delle Entrate avrà infatti a disposizione in tempo reale - o quasi - tutti i dati relativi alle operazioni di acquisto e cessione effettuate da ciascun soggetto detentore di partita Iva. Già, perché in pratica il SdI farà da 'postino' tra le due parti verificando preliminarmente i dati e gli indirizzi e-mail Pec, un'indicazione che ovviamente diventa obbligatoria all'interno del documento. 

COSA SERVE PER EMETTERLA E RICEVERLA - I possessori di partita Iva interessati dovranno adeguarsi: oltre a un pc/tablet/smartphone serve un software che sia in grado di compilare il file secondo i criteri di legge (in vendita o in licenza ce ne sono moltissimi), serve ovviamente un indirizzo e-mail di Posta certificata (Pec). L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione tre programmi gratuiti: uno si scarica su pc, uno è, di fatto, una procedura web e il terzo è l'app 'Fatturae'. Anche per riceverla serve un indirizzo e-mail Pec (posta certificata), anche se è possibile farlo tramite software appositi o andando sul sito dell'Agenzia delle Entrate (portale 'Fatture e corrispettivi'). Una volta emesse e ricevute, le e-fatture saranno conservate sul portale dell'Agenzia delle Entrate, dove solo le parti interessate potranno ricercarle e consultarle. 

IL BOLLO SI PAGA OGNI TRIMESTRE - Lo scorso venerdì, il ministro Tria ha firmato un decreto che facilita l'adempimento per il pagamento dei bolli collegati alle fatture: ogni trimestre sarà l'Agenzia delle Entrate a rendere noto l'ammontare dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio.

LA SCHEDA CARBURANTE VIRTUALE - L'altra novità riguarda l'erogazione della benzina. Infatti, i possessori di partita Iva che 'scaricano' per motivi di lavoro le spese per il carburante, dovranno dire addio alle schede che si facevano timbrare dai gestori dei distributori. Anche in questo caso, il procedimento sarà interamente automatico: sono già scaricabili app apposite che consentono di fare il pieno e poi pagare (il metodo dev'essere comunque tracciabile, tipo bancomat o carta di credito) facendosi arrivare direttamente la fattura sulla propria e-mail certificata.

LE CATEGORIE ESENTATE - I titolari di partita Iva in regime dei minimi e in regime forfettario sono esclusi dall'emissione di fatture elettroniche, il cui obbligo scatta il 1° gennaio. A questi, vanno aggiunti i piccoli produttori agricoli, esonerati per legge già pin precedente. Una precisazione importante: queste categorie sono comunque interessate dalla ricezione delle e-fatture sugli acquisti.  

LE SANZIONI - Il governo, tramite il dl Fisco, ha previsto sanzioni soft per i primi mesi dall'entrata in vigore della legge. La logica è, di fatto, non punire o essere tolleranti con i ritardatari, purché riparino all'errore emettendo le e-fatture con tempi più lunghi. Ad esempio, per i contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell'Iva con cadenza trimestrale, fino al 30 giugno non si applicano le sanzioni per i ritardi, purché l'e-fattura sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell'imposta sul valore aggiunto. Per chi liquida l'Iva con cadenza mensile, invece, la moratoria vale fino al 30 settembre. Sempre fino al 30 giugno 2019 (30 settembre per i contribuenti mensili), le sanzioni per violazione degli obblighi di e-fattura si applicano con una riduzione dell'80 per cento, purché la fattura elettronica sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell'imposta sul valore aggiunto del periodo (trimestre o mese) successivo.