Luigi di Maio, ministro degli Esteri, a Cibus Forum con Gian Domenico Auricchio, presidente Fiere di Parma
Luigi di Maio, ministro degli Esteri, a Cibus Forum con Gian Domenico Auricchio, presidente Fiere di Parma

Il dopo Greta nell’agroalimentare, con una accelerazione delle politiche no spreco e il moltiplicarsi di packaging riciclabili e produzioni sostenibili dal campo all’industria, fa ora i conti con la crisi di consumi dettata dalla pandemia. L’agroindustria italiana ha assicurato forniture di cibo, vino e bevande durante il lockdown, ma è sempre più consapevole che per il rilancio ora deve affrontare nuove prove per far fronte alla concorrenza estera, più forte in termini di logistica e infrastrutture, a partire dal digitale.

Da Cibus Forum alle Fiere di Parma un forte pressing per l’innovazione e le opportunità delle politiche Ue del Green Deal e le ambiziose sfide della strategia Ue "From farm to fork". Anche perché, come ha sottolineato l’europarlamentare Paolo De Castro, "con il Recovery Fund, il piano di rilancio post-Covid, sono previsti inoltre altri 7,5 miliardi di fondi Ue, solo per l’Italia, nel biennio 2021-22". "Per la filiera alimentare in questi mesi abbiamo messi in campo interventi per oltre 2, 5 miliardi di euro sostenendo la competitività. Il settore è e sarà di più ancora protagonista del Patto per l’export" ha detto la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Nell’agrifood, ha sottolineato Denis Pantini di Nomisma, l’Italia è tra i top Paesi europei per valore aggiunto prodotto, terza dopo Francia e Germania. Ma "il toro va preso per le corna, - ha ammonito - se stiamo fermi i concorrenti europei si avvantaggiano del Green Deal per soffiarci quote di mercato". Un invito che ha raccolto consensi trasversali tra le diverse organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale e da big dell’industria alimentare come Guido Barilla e Francesco Mutti. "Oggi l’Europa, ma anche la crisi, ci hanno costretti a rivedere l’agenda delle priorità e l’attenzione – per Dino Scanavino, presidente di Cia-agricoltori italiani – va spostata sulla qualità. Dobbiamo però rendere sostenibile il sistema. La filiera, possiamo dire che oggi è un ferro vecchio, è obsoleta. Possiamo parlare di sostenibilità solo se la incorporiamo anche nei trasporti, produzione packaging e nella logistica". "Il new green deal è una buona idea però va sostenuto – non la manda a dire Marco Pedroni, presidente Coop Italia e neo presidente Associazione Distribuzione Moderna – con i fatti: detassare i beni sostenibili e sostenere l’innovazione sui prodotti".

Cibus Forum, per l’amministratore delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie, ha dimostrato che la "creazione del valore coinvolge tutta la filiera. Ma non esiste sviluppo senza innovazione. E questa deve avvenire attraverso l’innovazione tecnologica a basso impatto ambientale: droni, l’agricoltura di precisione, packaging compostabili". "Abbiamo davanti a noi grandi sfide, ma anche grandi opportunità. Oggi produciamo il 75% del nostro fabbisogno; dobbiamo arrivare al 100%. Produrre di più in modo più competitivo deve essere il nostro obiettivo, l’obiettivo di tutta la filiera. Ci sono ampi spazi di crescita sul mercato globale", ha concluso il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.