La bozza del Def
La bozza del Def

Roma, 9 aprile 2019 - Il Consiglio dei ministri ha approvato nel tardo pomeriggio di oggi il Def, il Documento di economia e finanza, che traccia e delinea la rotta della finanza pubblica e della politica economica del governo giallo-verde per il prossimo anno, con anticipi anche per l’anno in corso. 

Pubblichiamo di seguito la bozza del Documento, che è diviso in molteplici capitoli, destinati a tradursi in misure operative nella manovra per il 2020. Anche se tra oggi e settembre si tratterà di vedere che cosa cambierà principalmente nel trend di crescita o di peggioramento del Pil. Ma anche che Europa uscirà dalle elezioni europee del 26 maggio. 

I numeri-chiave: il rapporto deficit/Pil nel 2019 salirà dal 2% previsto nelle ultime stime del governo al 2,4% per poi scendere al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021, entrambi i target comunque più alti di quelli fissati a dicembre (1,8% e 1,5%). Il deficit strutturale invece partirebbe da -1,6 nel 2019 (da -1,3) per poi arrivare a -0,8% nel 2022 "in linea con una graduale convergenza verso il pareggio strutturale". 

Piatto forte del Documento la previsione della flat tax a due aliquote, al 15 e al 20 per cento, per i redditi fino a 50 mila euro. Una misura, che è anche la bandiera della lega, che, però, potrà essere realizzata compatibilmente con lo stato dei conti pubblici, trovando le coperture nel taglio di agevolazioni e sconti fiscali, a cominciare dal cosiddetto 80 euro del bonus Renzi. 

I grillini, però, hanno ottenuto di inserire anche una sorta di fattore famiglia: "Il governo intende proseguire sulla strada dell'alleggerimento del carico fiscale sulle famiglie e destinare maggiori risorse finanziarie al servizio delle stesse con particolare riguardo a quelle numerose e con componenti in condizione di disabilità. Iniziative future verteranno prioritariamente sul riordino dei sussidi per la natalità e la genitorialità".   

La bozza in pdf del Def