di Elena Comelli Crolla sotto i colpi della pandemia anche il Pil del Giappone, ultima delle grandi economie mondiali a comunicare il dato del II trimestre dell’anno: -7,8% rispetto al primo. Il crollo storico segna il terzo trimestre consecutivo di contrazione del Paese, ormai ufficialmente in recessione, dopo il calo del quarto trimestre 2019 (-1,9%) e del primo trimestre 2020 (-0,6%). Con il dato del Giappone – il peggiore da 40 anni – tutte le...

di Elena Comelli

Crolla sotto i colpi della pandemia anche il Pil del Giappone, ultima delle grandi economie mondiali a comunicare il dato del II trimestre dell’anno: -7,8% rispetto al primo. Il crollo storico segna il terzo trimestre consecutivo di contrazione del Paese, ormai ufficialmente in recessione, dopo il calo del quarto trimestre 2019 (-1,9%) e del primo trimestre 2020 (-0,6%).

Con il dato del Giappone – il peggiore da 40 anni – tutte le principali economie mondiali hanno reso pubblico l’effetto del Coronavirus sul Pil, evidenziando una crisi più grave di quella del 2008. A partire dalla zona Euro: qui il calo del Pil tra aprile e giugno sul trimestre precedente è stato del 12,1%, dopo il -3,6% del periodo gennaio marzo.

Il dato dell’Italia è sostanzialmente in linea con quello dell’Eurozona, con un calo del 12,4%: peggio della Germania (-10,1%), ma meglio di Francia e Spagna, che rispettivamente hanno perso il 13,8 e il 18,5%. Non è andata meglio ai Paesi anglosassoni. La principale economia mondiale, quella americana, è scivolata del 9,5% nel secondo trimestre, entrando ufficialmente in recessione e interrompendo un ciclo espansivo fra i più lunghi della storia. La Gran Bretagna è fra gli Stati che sono stati colpiti più duramente dal virus, complice anche la pessima gestione del governo di Boris Johnson: nel II trimestre dell’anno, il Pil del Regno Unito si è contratto di oltre un quinto, con un calo del 20,4%.

La pandemia non ha risparmiato l’economia cinese, ma la Cina è l’unico Paese che è sfuggito alla recessione, anche grazie alle forti iniezioni di liquidità: il Pil è rimbalzato dell’11,5% nel II trimestre, dopo essere sceso del 10% nel primo. Rispetto all’anno precedente, il calo è stato del 6,8% nel I trimestre, con un rimbalzo del 3,2% nel secondo: si tratta di livelli di crescita molto inferiori a quelli registrati da Pechino negli ultimi decenni, ma migliori degli altri.

Anche a Mosca i danni del coronavirus si sono fatti sentire. Il calo del Pil nel secondo trimestre è stato dell’8,5% anno su anno, soprattutto per lo stop dell’industria petrolifera. Brasile e India devono ancora fornire i dati sul secondo trimestre, ma anche per loro le previsioni sono pessime. Le stime per il Brasile nel 2020 indicano una caduta del Pil fra il 5,7 e il 6,5%, per l’India del 4,5%.